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Le Tesla falliscono l’esame del freddo estremo registrato in America in questi giorni

Eccoci alla resa dei conti si potrebbe dire. La Tesla messa a dura prova in condizioni estreme per una macchina alimentata da batterie.
Alcuni conducenti di veicoli Tesla stanno imparando a proprie spese nelle zone centrali degli Stati Uniti, quanto le basse temperature possono influire sul rendimento di queste auto.
In alcuni casi si sono segnalate condizioni di batterie finite a zero dopo una notte al freddo e al gelo. Chi é riuscito a raggiungere almeno una stazione di ricarica ha fatto i conti con una situazione anomala, che richiede tempi di ricarica ben più lunghi del previsto. Si passa da una media di 45 minuti che all’improvviso diventa di 2 ore. Moltissimi i recuperi di auto elettriche nelle zone più colpite dal freddo.
E’ vero, Tesla consiglia ai proprietari di mantenere il livello di ricarica sempre superiore al 20% durante una situazione di freddo pungente. Tutti lo capiamo, minore é la temperatura e maggiore é l’intervento dell’automatismo dell’auto per mantenere riscaldate le batterie e la vettura.
Ciò nonostante rimane un fastidio non da poco, per quanto le stessa Tesla abbia confermato di aver migliorato di molto la gestione del veicolo a temperature bassissime.

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Written by Carlo Pivoni

Per chi ci é stato non suonerà certo come una novità, ma per chi non ci é mai stato risulta essere quasi una notizia assurda. Un recente controllo ha riscontrato che in Giappone ormai c'é un distributore automatico ogni 40 abitanti. Un numero impressionante soprattutto anche in relazione ad una popolazione abbastanza numerosa. Nei distributori viene venduto di tutto. Dal caffè alle bevande calde di ogni genere sino agli snacks di ogni gusto, passando per bevande energetiche e bevande ben famose come la Coca-Cola, la Fanta, la Sprite. Ci sono poi i distributori automatici di pizze, di molte altre varianti di cibo, sino ai noodles ovviamente. Senza dimenticare quelli che servono il gelato e o veri e propri dolci. Ma non é tutto, ormai ce ne sono di attrezzatura elettronica, di oggetti per la quotidianità, di oggetti particolari e di oggetti a misura dei turisti. Esatto, in alcuni casi i classici negozi di souvenirs sono stati sostituiti o affiancati da distributori automatici. In pratica non si sono posti limiti i giapponesi di cosa potesse servire all'utente finale e di come poterlo offrire in maniera comoda, veloce, spesso per 24 ore senza interruzione.

In Giappone c’é un distributore automatico ogni 40 abitanti

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