Teatro Alfieri, Torino. Partiamo da una doverosa precisazione. La rappresentazione teatrale di un’opera cinematografica che ha fatto epoca non é qualcosa di semplice. Se da un lato conquisti gratuitamente l’attenzione di un pubblico affezionato al film di grande successo, dall’altro lo stesso pubblico diventa un’arma a doppio taglio in quanto ancora più esigente rispetto a …
Teatro Alfieri, Torino.
Partiamo da una doverosa precisazione. La rappresentazione teatrale di un’opera cinematografica che ha fatto epoca non é qualcosa di semplice. Se da un lato conquisti gratuitamente l’attenzione di un pubblico affezionato al film di grande successo, dall’altro lo stesso pubblico diventa un’arma a doppio taglio in quanto ancora più esigente rispetto a qualsiasi altra opera messa in scena.
Grease raggiunse le sale il 30 agosto del 1978. Da subito divenne un punto di riferimento per i giovani di allora. Per John Travolta fu la consacrazione definitiva insieme a Saturday Night Fever, ma soprattutto chi lasciò il segno e fece innamorare milioni di ragazzi in tutto il mondo fu la protagonista femminile. Un’attrice australiana, sino a quel momento sconosciuta, con una voce angelica e l’aspetto di una diva. Il suo nome era Olivia Newton-John e con Grease divenne l’icona di intere generazioni.
Si perché Grease non é mai vecchio, é sempre attuale, sempre alla moda, sempre un punto di riferimento. Chi ha vissuto in America sa bene quanto Grease sia ancora oggi un cult che ha fatto la storia del cinema.
Ecco dunque che trasportare il film in un teatro con una rappresentazione che dovrebbe ripercorrere la stessa storia provando a richiamare gli stessi sentimenti e le stesse emozioni, sembra quasi impossibile.
Ad essere sinceri la trasformazione dei testi delle canzoni in italiano spiazza per qualche secondo, ci lascia quell’amaro in bocca che fatichiamo a comprendere. Per un motivo molto semplice.
La colonna sonora del film a suo tempo ha avuto un successo planetario e ancora oggi spesso e volentieri le canzoni di Grease rimbalzano tra le radio di tutto il mondo, dunque una versione italiana si fatica ad accettarla all’inizio e credo sia normale che possa spiazzare lo spettatore.
Ma questo imbarazzo dura ben poco, posso assicurarlo, anche perché le traduzioni sono state studiate in maniera meticolosa e suonano, é proprio il caso di dirlo, a pennello. La storia alla fine vince insieme alla traduzione linguistica. I protagonisti sanno coinvolgere lo spettatore avvolgendolo in una qualità recitativa e canora di alto livello. Alcuni dei passaggi sono da pelle d’oca, come il duetto tra Jan (Khomolchanok De Pace) e Roger (Dario Napolitano).
Altri sono da emozioni forti e altri sono da incantesimo. Nel senso che la protagonista potrebbe raccontarci qualsiasi cosa con quella voce e resteremmo comunque a darle retta. Si certo, nel ricordo di quell’icona di nome Olivia Newton-John tutto sembra scontato. Invece, provare ad imitarla sarebbe stato un errore letale, ma interpretarla é stata la scelta migliore. Perché le emozioni non si comprano a peso, sono gratuite, dunque o siamo in grado di trasmetterle o non lo siamo. Non c’é la presunzione di voler assomigliare a Olivia Newton-John e questo basta per far apprezzare l’interpretazione di una giovane con talento da vendere che risponde al nome di Eleonora Buccarini di cui, sono certo, sentiremo parlare ancora per molti anni.
Ma se la Sandy versione italiana regala emozioni indimenticabili, non da meno é il protagonista maschile che interpreta Danny. Si tratta di Tommaso Pieropan che esibisce una innata naturalezza a stare su di un palco che abbinata alle sue doti canore gli consentono con estrema semplicità di mantenere un coinvolgimento diretto con il pubblico e questo non capita spesso a teatro.
Ma se i protagonisti principali meritano gli onori della ribalta, non sono da meno tutti gli altri interpreti perfettamente inseriti nel contesto del racconto e mai nessuno risulta essere fuori luogo.
Grease ancora per qualche settimana sarà in tournée in giro per l’Italia. Vi consiglio di trovare i biglietti per una delle date disponibili perché questi ragazzi di emozioni ve ne regaleranno tante.
Se potete, mi raccomando, portateci i vostri figli, che magari non hanno nemmeno mai visto il film dunque che non avranno paragoni di riferimento e questo sarebbe il modo migliore per capire cosa sia Grease ancora oggi: immortale.
Purtroppo chi come me ha avuto la fortuna di vivere gli anni di Grease, a dire il vero una generazione dopo, rimane attaccato alla tradizione del film e credo sia giusto così. Ma so riconoscere un’interpretazione di alto livello che dal film hanno saputo trasformare in una storia da teatro e questo, credetemi, non é facile. A livello teatrale sarebbe meglio partire da una storia nuova, mai raccontata. Toccare invece qualcosa di iconico come Grease sarebbe potuto diventare disastroso.
Non lo é affatto. Questi ragazzi vi regaleranno un paio d’ore di intrattenimento a cui per intenderci non capita tutti i giorni di assistere. Non perdete dunque l’occasione di fare un salto nell’America degli anni ’50 e ’60, anche e soprattutto se gli anni di Grease non li avete vissuti in prima persona.
Perché questo é il teatro, questo é il musical, questa é la magia.
Location: Teatro Alfieri, Torino
Data: 1 Febbraio 2025
Testo e Foto: Joey Shaw
Credits:
Compagnia della Rancia
Grease
Di Tim Jacobs e Warren Casey
Traduzione: Michele Ranzullo
Adattamento: Saverio Marconi
Liriche italiano: Franco Travaglio e Michele Renzullo
Sandy: Eleonora Buccarini
Danny: Tommaso Pieropan
Rizzo: Arianna Bertelli
Kenickie: Valerio Angeli
Marty: Federica Laganà
Jan: Khomolchanok De Pace
Frenchy: Iris Trivisano
Sonny: Giuseppe Brancato
Roger: Dario Napolitano
Doody: Riccardo Rossini
Vince Fontain/Teen Angel Amerigo Vitiello
Tom: Giovanni Ernani
Di Tizio Cha-Cha Elena Barani
Miss Lynch: Chiara Bonfrisco
Patty: Valentina Pini
Eugene: Lodovico Gaffuri
Studentessa di Rydell: Monica Ruggeri
Studente di Rydell: Michael Pagliaro
Le prossime date: Grease







































