Il colore del Lincoln Memorial diventa una battaglia legale

Una controversa decisione dell’amministrazione Trump di ridipingere la storica Reflecting Pool di Washington D.C. con una vivace tonalità denominata “American Flag Blue” ha scatenato una battaglia giudiziaria che potrebbe ridefinire il rapporto tra politica, patrimonio culturale e memoria nazionale. La Cultural Landscape Foundation (TCLF), organizzazione fondata nel 1998 con l’obiettivo di tutelare il patrimonio paesaggistico …

Una controversa decisione dell’amministrazione Trump di ridipingere la storica Reflecting Pool di Washington D.C. con una vivace tonalità denominata “American Flag Blue” ha scatenato una battaglia giudiziaria che potrebbe ridefinire il rapporto tra politica, patrimonio culturale e memoria nazionale.

La Cultural Landscape Foundation (TCLF), organizzazione fondata nel 1998 con l’obiettivo di tutelare il patrimonio paesaggistico americano, ha intentato causa presso il tribunale distrettuale di Washington il 12 aprile, sostenendo che l’intervento viola il National Historic Preservation Act del 1966. Secondo i querelanti, modificare il colore dell’iconico bacino riflettente senza il necessario processo di revisione federale rappresenta una grave violazione della normativa sulla conservazione storica.
Il progetto è stato affidato senza gara d’appalto alla società Atlantic Industrial Coatings, con sede in Virginia, incaricata di impermeabilizzare e verniciare la piscina. L’operazione è emersa pubblicamente durante un evento nello Studio Ovale il 23 aprile, quando il presidente Donald Trump ha dichiarato di aver supervisionato personalmente il progetto, negoziando direttamente il costo e scegliendo la tonalità finale dopo aver scartato un’opzione turchese definita troppo “caraibica”.

Il colore del Lincoln Memorial diventa una battaglia legale

Per Charles Birnbaum, presidente e CEO della TCLF, la scelta rappresenta uno stravolgimento estetico e simbolico del monumento: “Un bacino blu è più adatto a un resort o a un parco tematico. La funzione originaria della Reflecting Pool è quella di offrire una superficie discreta e riflettente, essenziale per mantenere la solenne connessione visiva tra il Washington Monument e il Lincoln Memorial”.

Inaugurata nel 1924, la Reflecting Pool ha mantenuto per oltre un secolo la propria coerenza estetica, nonostante numerosi interventi di manutenzione, incluso il grande restauro da 35 milioni di dollari avviato durante l’amministrazione Obama per risolvere problemi strutturali e perdite d’acqua. Documenti del National Park Service citati nella causa sottolineano come il tradizionale rivestimento scuro fosse stato concepito per creare un’illusione di profondità e riflessi più intensi.

La causa fa inoltre riferimento a un post pubblicato da Trump su Truth Social il 1° maggio, in cui un’immagine generata dall’intelligenza artificiale mostrava il presidente insieme a J.D. Vance, Marco Rubio e al Segretario degli Interni Doug Burgum mentre si rilassavano nella piscina trasformata, rafforzando le critiche secondo cui il sito storico rischierebbe di assumere l’aspetto di una “gigantesca piscina ricreativa”.

Il Dipartimento dell’Interno respinge però le accuse, definendo il ricorso “privo di fondamento” e sostenendo che il nuovo colore migliorerebbe l’esperienza dei visitatori, valorizzando il riflesso del Lincoln Memorial e del Washington Monument.

Oltre agli aspetti conservativi, il progetto è finito sotto esame anche per i costi. Trump aveva inizialmente stimato una spesa compresa tra 1,5 e 2 milioni di dollari, contrapponendola ai presunti 300 milioni attribuiti all’amministrazione Biden. Tuttavia, i registri pubblici indicano che il contratto supera i 13 milioni di dollari.

La prima udienza è fissata per il 21 maggio, mentre i lavori, iniziati a metà aprile, dovrebbero concludersi entro il 22 maggio. I legali della TCLF chiedono ora un’ingiunzione immediata per fermare il progetto prima che il cambiamento diventi irreversibile.

Il caso si profila così come uno scontro emblematico tra tutela storica e interventismo politico, con la Reflecting Pool trasformata in simbolo di una più ampia disputa sull’identità culturale americana.

Daniela Fresca

Daniela Fresca

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