BERLINO – Terremoto politico in Germania: l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) trionfa nelle elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, infliggendo una disfatta storica all'Unione Cristiano-Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz, precipitata ai minimi storici dal 1949. «È un disastro», ha ammesso Merz a caldo subito dopo la diffusione dei primi exit poll. Il leader …
BERLINO – Terremoto politico in Germania: l’estrema destra di Alternative für Deutschland (AfD) trionfa nelle elezioni regionali nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, infliggendo una disfatta storica all’Unione Cristiano-Democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz, precipitata ai minimi storici dal 1949.

«È un disastro», ha ammesso Merz a caldo subito dopo la diffusione dei primi exit poll. Il leader conservatore ha tuttavia escluso l’ipotesi delle dimissioni, ventilata alla vigilia dai media tedeschi in caso di tracollo, confermando l’intenzione di rimanere alla guida del governo e tirare dritto con il pacchetto di riforme federali.
Nel Land nord-orientale, secondo le rilevazioni dell’emittente pubblica ARD, l’AfD vola al primo posto con il 37% delle preferenze, staccando i socialdemocratici dell’SPD (35,5%). Il dato più traumatico riguarda però proprio i conservatori della CDU, crollati al 5,5% e aggrappati sul filo del rasoio alla soglia di sbarramento per entrare nel parlamento di Schwerin. Nonostante il primato elettorale, il cosiddetto cordone sanitario — il patto di non belligeranza tra i partiti tradizionali che rifiutano qualsiasi alleanza con l’ultradestra — dovrebbe continuare a escludere l’AfD dalla maggioranza di governo.
A completare una domenica nera per il governo federale si aggiunge il voto nella città-stato di Berlino. Nella capitale l’estrema sinistra della Linke mette a segno un primato inedito al 24,5%, trainata da una campagna focalizzata sul blocco degli affitti e sull’esproprio dei grandi gruppi immobiliari. I cristiano-democratici scivolano al secondo posto (20%), mentre anche nell’elettorato metropolitano l’AfD avanza, attestandosi al 16%.
Per Merz non si tratta di un colpo da ko immediato, ma la tenuta dell’esecutivo appare sempre più precaria. Su una popolarità già ai minimi pesano l’effetto di riforme economiche contestate e l’onda lunga dei successi dell’ultradestra nell’Est del Paese.
A pesare sull’esito elettorale è stato anche il fronte della politica estera. La presidente uscente del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, la socialdemocratica Manuela Schwesig — da tempo critica verso le misure di Berlino —, ha indicato nella linea pro-Kiev uno dei fattori decisivi per l’ascesa della destra radicale: «Molti cittadini nel nostro Land sono contrari agli aiuti militari ed economici all’Ucraina — ha rimarcato Schwesig — e tanti chiedono ancora che il gas torni a scorrere attraverso i tubi di Nord Stream».





