Frankenstein é il lavoro di una vita, di un'intera carriera per Guillermo del Toro. Sin dal giorno in cui vide per la prima volta la rappresentazione più famosa di sempre datata 1931 di James Whale e sin da quando rimase affascinato dal romanzo di Mary Shelley. Frankenstein sarà disponibile su Netflix a partire dal 7 …
Frankenstein é il lavoro di una vita, di un’intera carriera per Guillermo del Toro. Sin dal giorno in cui vide per la prima volta la rappresentazione più famosa di sempre datata 1931 di James Whale e sin da quando rimase affascinato dal romanzo di Mary Shelley.
Frankenstein sarà disponibile su Netflix a partire dal 7 Novembre e sembra che a milioni stiano contando le ore che mancano per gustarsi questo film che di certo ha diviso la critica in maniera netta.
La storia di Frankenstein la conosciamo tutti almeno in parte. Uno scienziato egocentrico che sfida la morte dando vita ad una creatura messa insieme da diversi cadaveri. Ma l’esperimento sfugge di mano e la creatura una volta abbandonata comincia a sviluppare sentimenti di vendetta e si metta alla caccia dello scienziato che l’ha creato.
Una nuova interpretazione di un Frankenstein che da sempre ha diviso i lettori o gli spettatori, dunque era scontato che avrebbe diviso anche in questo caso una critica che non si é fatta attendere.
Il film dura 2 ore e mezza perché inizialmente era stato immaginato come una trilogia. Proprio come una trilogia viene sviluppato il racconto compresso in un solo film e questo probabilmente ha infastidito e disorientato la maggior parte della critica. Talvolta ci si perde nel racconto, non perché il racconto ci conquista profondamente, ma perché proprio ci si perde in passaggi noiosi e probabilmente anche inutili da un punto di vista cinematografico, che in un contesto di 2 ore e mezza ci si domanda la necessità di inserirli quale sarebbe stata.
Detto questo l’interpretazione di Oscar Isaac come il dottor Frankenstein, Jacob Elordi nei panni della creatura e di Mia Goth nei panni di Elizabeth, sono in alcuni passaggi di altissimo livello. I personaggi non potevano essere scelti meglio e la simbiosi sul set é evidente.
La regia di altissimo livello ha preteso e portato sotto gli occhi di tutti una fotografia di primissimo piano, che difficilmente si trova in circolazione da qualche tempo a questa parte.
Diciamo che se il film lascia dubbi per la sceneggiatura e come é stata sviluppata, il resto merita di certo di essere visto. L’insieme cinematografico é din altissimo livello per un prodotto finale da annotare e le produzioni di basso livello che ormai inondano TV, cinema e streaming aiutano ancor di più a comprendere ed apprezzare il livello qualitativo di questo film.






