A dirlo uno studio sviluppato su circa 28 milioni di americani anziani. L'esposizione all'inquinamento per un lungo termine aumenta di molto il rischio di poter un giorno avere l'Alzheimer. L'inquinamento atmosferico a particelle fini, il cosiddetto PM2.5, riguarda minuscole particelle che dai gas di scarico delle auto, o dalle centrali elettriche o da incendi o …
A dirlo uno studio sviluppato su circa 28 milioni di americani anziani. L’esposizione all’inquinamento per un lungo termine aumenta di molto il rischio di poter un giorno avere l’Alzheimer. L’inquinamento atmosferico a particelle fini, il cosiddetto PM2.5, riguarda minuscole particelle che dai gas di scarico delle auto, o dalle centrali elettriche o da incendi o combustibili in fiamme, finiscono fino in profondità nei nostri polmoni e riescono anche a raggiungere il flusso sanguigno.
La ricerca, condotta presso la Emory University ha monitorato i dati sanitari per quasi due decenni per esplorare se l’inquinamento atmosferico danneggia indirettamente il cervello causando ipertensione o malattie cardiache, che, a sua volta, portano alla demenza.
La ricerca evidenzia come una grossa percentuale di casi di Alzheimer può essere tranquillamente ricondotta all’inquinamento atmosferico, che con la respirazione e l’assunzione di queste particelle portano all’infiammazione o al danno delle cellule cerebrali.
Il PM2.5 è noto per essere associato a pressione alta, ictus e depressione. Quindi, dal punto di vista della prevenzione, il semplice trattamento di queste malattie non si sbarazzerà del problema.






