Un peso per 27 misure

Un peso per 27 misure, esattamente tanti quanti sono gli Stati membri dell'Unione Europea. Perché una volta il significato di alleanza aveva valori importanti, fondati sul rispetto reciproco che prima di ogni cosa doveva accrescere il valore di una nazione, di un popolo. Un tempo l'alleanza dava fiducia, forza e consapevolezza di non essere soli …

Un peso per 27 misure, esattamente tanti quanti sono gli Stati membri dell’Unione Europea. Perché una volta il significato di alleanza aveva valori importanti, fondati sul rispetto reciproco che prima di ogni cosa doveva accrescere il valore di una nazione, di un popolo. Un tempo l’alleanza dava fiducia, forza e consapevolezza di non essere soli a difendersi.
Oggi invece la parola “alleanza” ha perso ogni significato, ma ciò che più intristisce, ha perso il proprio valore. Dunque se un alleato, o presunto tale sulla carta avvia un’operazione militare che ritiene indispensabile e fondamentale per salvaguardare il proprio popolo e quello dei propri alleati… sulla carta dovrebbe quanto meno avvisare prima. Se non lo fa, le motivazioni sono molto semplici.
La prima, l’alleato con il quale si parla di alleanza in realtà ci considera irrilevanti ai fini decisionali. La seconda, perché gli interessi in ballo potrebbero andare ben oltre la motivazione militare e sconfinare ancor più pesantemente in quella economica.
Facciamo attenzione però, perché le due opzioni non sono ben separate, capita spesso che la prima sia di completamento alla seconda e viceversa.
Ma il comune denominatore rimane sempre lo stesso. Ovvero, il peso specifico degli alleati da informare e avvisare é talmente basso e irrilevante che non necessita di spiegazioni.
Alla fine dunque le ipotetiche ripercussioni che un giorno persino i paesi alleati potrebbero registrare a danno dei propri cittadini, sono quelle che in gergo militare chiamano danni collaterali, perdite accettabili. Esattamente come se le persone contassero meno di niente. O meglio dire, alcune persone, come sempre, contano molto più di altre.
Dunque per intenderci, se l’Europa era a rischio bombe iraniane, finalmente questo rischio ora sta per essere eliminato grazie a Israele e Stati Uniti. Aspettiamoci magari ripercussioni collaterali. Perché é normale che il cane che viene morso, risponde mordendo a sua volta. Ma se l’Italia oggi non merita nemmeno di essere avvisata per operazioni militari che potrebbero coinvolgerla comunque, allora significa che il peso politico e militare del nostro paese nel panorama globale é davvero prossimo allo zero. L’impressione che valessimo poco da un punto di vista decisionale ce lo aveva dimostrato l’Unione Europea in diverse occasioni. Ma grazie agli stati Uniti e all’operazione Iran oggi siamo venuti a conoscenza del nostro reale valore di mercato, che definirei imbarazzante.
Il punto é semplice, o l’Iran viene raso al suolo e non é da escludere, oppure sarà improbabile non subire danni collaterali.
“Nessuno vuole la guerra”, continuo a sentir dire ogni giorno… Ma se ce ne stiamo zitti in disparte come ospiti paganti e silenziosi, é come se non dicessimo nemmeno di “non volerla”. Ecco cosa preoccupa, non l’indifferenza dei nostri alleati, ma l’imbarazzante e insignificante posizione del nostro Paese nello scacchiere mondiale.

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Giuliano Ciapparelli

Giuliano Ciapparelli

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