La mappa che mi porta a te

Il rischio di esagerare. Come é normale che sia e come é sempre stato, quando un personaggio funziona, lo si sfrutta al massimo che spesso non significa anche al meglio. Abbiamo capito che Madelyn Cline, dopo il successo di Outer Banks la possiamo mettere a condurre le previsioni del tempo che avrebbe comunque più pubblico …

Il rischio di esagerare. Come é normale che sia e come é sempre stato, quando un personaggio funziona, lo si sfrutta al massimo che spesso non significa anche al meglio.
Abbiamo capito che Madelyn Cline, dopo il successo di Outer Banks la possiamo mettere a condurre le previsioni del tempo che avrebbe comunque più pubblico di un telegiornale della RAI, ma da qui cercare di forzare il pubblico nella direzione sbagliata diventa oltraggioso.
Per quanto vero, anche il co-protagonista KJ Apa (famoso per Riverdale), passa in secondo piano nel film romantico La mappa che mi porta a te, diretto dal regista Hallstrom e tratto dall’omonimo romanzo del 2018 di JP Monninger. Il film é disponibile in streaming su Amazon Prime e le statistiche indicano che quanto meno il numero di spettatori é enorme.
La storia é decisamente interessante, ma il girato, gli effetti speciali che persino uno youtuber potrebbe fare meglio, insieme al montaggio, uccidono il film. Nel vero senso della parola, lo rendono di una lentezza imbarazzante dove la drammaticità della storia non si capisce se deve prendere la scena al posto del romanticismo sconfinato, oppure viceversa. Rassegnatevi perché non lo si capisce nemmeno alla fine del film. Spesso durante la visione si ha la tentazione di guardare altro.
Ecco che la storia di una giovane texana che sta per trasferirsi a New York a fare una vita ed un lavoro che non ama, passa in secondo piano rispetto al viaggio in Europa dove uno sconosciuto la incontra e si innamora di lei.
Ma la vita non é mai tutta rose e fiori e film come questo ce lo ricordano bene, come se ne avessimo bisogno.
Dunque si, dal primo ciak si tende a dare fiducia alla protagonista che conosciamo bene, ma la fiducia non verrà mai ripagata.
Lo spettatore alla fine non rimane nemmeno con l’amaro in bocca perché alla fine questo é uno di quei classici film che non lascia nulla ma proprio nulla.

Maddalena Cerri

Maddalena Cerri

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