Nuove specie scoperte sul fondo dell’Oceano Meridionale

Alcuni scienziati oceanici hanno dichiarato e documentato la scoperta di nuove specie sul fondo dell'Oceano Meridionale. All'inizio del 2025 é stata avviata una spedizione a bordo della nave di ricerca dello Schmidt Ocean Institute per individuare nuove specie attorno alle Isole Sandwich Australi. Sono stati raccolti oltre 2.000 esemplari in 14 gruppi animali e sono …

Alcuni scienziati oceanici hanno dichiarato e documentato la scoperta di nuove specie sul fondo dell’Oceano Meridionale.
All’inizio del 2025 é stata avviata una spedizione a bordo della nave di ricerca dello Schmidt Ocean Institute per individuare nuove specie attorno alle Isole Sandwich Australi. Sono stati raccolti oltre 2.000 esemplari in 14 gruppi animali e sono state scoperte ben 30 nuove specie. A renderlo noto la Nippon Foundation-Nekton Ocean Census che ha pianificato e finanziato l’operazione. Tra le scoperte una spugna marina carnivora identificata come “death ball” e soprannominata Chondrocladia. La spugna ha una forma sferica ed è coperta da piccoli ganci che intrappolano le prede. La nuova scoperta é stata individuata a 3601 metri a Trench North, vicino all’isola di Montagu

Nuove specie scoperte sul fondo dell'Oceano Meridionale

Durante la spedizione é stata anche individuata una nuova specie di vermi corazzati e iridescenti, che sono stati chiamati Eulagisca, così come tre specie di stelle marine precedentemente sconosciute: Brisingidae, Benthopectinidae e Paxillosidae. Senza dimenticare crostacei precedentemente sconosciuti, tra cui isopodi e anfipodi.
Tra le scoperte c’erano anche gastropodi e bivalvi rari che si sono adattati ad habitat influenzati dal vulcano e idrotermale, così come una possibile nuova specie di corallo nero.

Nuove specie scoperte sul fondo dell'Oceano Meridionale

Il nuovo verme iridescente é stato individuato a 2859 metri di profondità a nord-ovest dell’isola di Zavodovski.
I ricercatori hanno anche ritrovato e studiato più approfonditamente il verme “zombie”, formalmente Osedax, che non ha bocca o intestino. Si nutre facendo affidamento su batteri simbiotici per scomporre i grassi all’interno delle ossa di grandi vertebrati, come le balene. I vermi “zombie” non sono nuovi alla scienza, ma sono stati osservati raramente a causa delle profondità in cui vivono.
Gli strumenti moderni utilizzati che permettono un’ottima risoluzione in alta definizione stanno permettendo scoperte straordinarie esplorando proprio luoghi mai visti prima dagli esseri umani, ha detto Jyotika Virmani, direttore esecutivo dello Schmidt Ocean Institute, in una dichiarazione.
Se poi si pensa che dai dati raccolti la stragrande maggioranza non sono ancora stati valutati, questo la dice lunga su quanto queste spedizioni scientifiche migliorate grazie a strumenti avanzati possano contribuire nei prossimi anni a scoprire un mondo sino ad oggi ancora sconosciuto.

editorialeitaliano

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