I pirati informatici hanno provato ad alzare vertiginosamente le temperature delle camere fredde colpendo un fornitore esterno. L'allarme tempestivo ha evitato la perdita di sacche di plasma. L'episodio segue l'ondata di raid telematici contro supermercati e industrie alimentari in tutta Europa. PARIGI – Anche le infrastrutture sanitarie critiche finiscono nel mirino della vasta ondata di …
I pirati informatici hanno provato ad alzare vertiginosamente le temperature delle camere fredde colpendo un fornitore esterno. L’allarme tempestivo ha evitato la perdita di sacche di plasma. L’episodio segue l’ondata di raid telematici contro supermercati e industrie alimentari in tutta Europa.
PARIGI – Anche le infrastrutture sanitarie critiche finiscono nel mirino della vasta ondata di attacchi informatici che sta attraversando l’Europa. L’ultimo bersaglio è l’Établissement Français du Sang (EFS), l’ente pubblico che gestisce le donazioni e la conservazione del sangue in Francia, dove tre banche regionali hanno subito una manomissione mirata ai sistemi di refrigerazione.

Gli hacker hanno forzato i software di controllo da remoto delle celle frigorifere, impostando le soglie di temperatura e sbrinamento a livelli estremamente elevati nel tentativo di distruggere le riserve. L’azione è stata però neutralizzata in tempo: i sistemi di monitoraggio e allarme hanno rilevato immediatamente l’anomalia, permettendo al personale di mettere in sicurezza il materiale biologico.
Allarme immediato e scorte salve
L’EFS ha precisato che la violazione non ha colpito direttamente i propri server interni, bensì i sistemi di un’azienda fornitrice di servizi di refrigerazione.
«L’incidente ha interessato un numero circoscritto di strutture», ha comunicato l’ente in una nota ufficiale. «Le variazioni termiche all’interno delle celle frigorifere sono state segnalate tempestivamente dai sistemi di sicurezza, consentendo alle nostre squadre di intervenire per tutelare tutti i campioni e i prodotti ematici conservati. Non si registrano conseguenze per la salute pubblica né perdite di scorte».
Le sacche custodite negli impianti interessati – composte principalmente da plasma destinato alle trasfusioni salvavita e alla produzione di medicinali plasmaderivati – sono state trasferite a scopo precauzionale in altre sedi o isolate. I tecnici dell’EFS sono al lavoro in stretto raccordo con l’ANSSI (l’Agenzia nazionale francese per la sicurezza informatica) e con il Ministero della Salute per chiarire la provenienza e la matrice dell’incursione.
Il precedente dei frigoriferi alimentari in Europa
L’incursione contro le banche del sangue francesi non rappresenta un episodio isolato, ma si inserisce in una precisa direttrice d’attacco che nelle ultime ore ha preso di mira la catena del freddo europea.
Poco prima, una serie di intrusioni simili aveva colpito l’industria della lavorazione della carne nel Regno Unito e numerose catene di supermercati in Irlanda, Svezia, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo ed Estonia. In quei casi, l’innalzamento forzato delle temperature nei banchi frigo e nei congelatori ha causato il deterioramento di tonnellate di generi alimentari e danni economici per milioni di euro. In Irlanda, ad esempio, la catena SuperValu è stata costretta a ritirare dai banchi le merci deperibili in 13 punti vendita dopo aver perso il controllo dei termostati.
La minaccia dell’intelligenza artificiale sulle infrastrutture critiche
La vulnerabilità della supply chain e dei dispositivi industriali connessi alla rete torna così al centro del dibattito sulla sicurezza internazionale.
Proprio alla vigilia di questi attacchi, il National Cyber Security Centre britannico (NCSC) ha lanciato un monito ufficiale: l’uso sempre più pervasivo dell’intelligenza artificiale sta portando a una vera e propria «industrializzazione» della criminalità informatica. Secondo l’intelligence di Londra, è altamente probabile che strumenti basati su IA vengano impiegati su larga scala entro il 2028 per colpire e sabotare le infrastrutture critiche nazionali, con particolare attenzione alle capacità cibernetiche offensive di attori statali complessi.
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