Midterm USA: il democratico Abdul El-Sayed vince in Michigan. È il primo senatore musulmano nella storia del Congresso

DETROIT — Svolta storica in Michigan: il democratico Abdul El-Sayed ha conquistato il seggio vacante al Senato degli Stati Uniti nelle elezioni di metà mandato, secondo le proiezioni diffuse dai principali media americani. El-Sayed diventa così il primo senatore musulmano nella storia della camera alta di Washington, garantendo al contempo ai Democratici la difesa di …

DETROIT — Svolta storica in Michigan: il democratico Abdul El-Sayed ha conquistato il seggio vacante al Senato degli Stati Uniti nelle elezioni di metà mandato, secondo le proiezioni diffuse dai principali media americani. El-Sayed diventa così il primo senatore musulmano nella storia della camera alta di Washington, garantendo al contempo ai Democratici la difesa di un seggio cruciale nella battaglia per gli equilibri del Congresso.

Midterm USA: il democratico Abdul El-Sayed vince in Michigan. È il primo senatore musulmano nella storia del Congresso

La vittoria in una corsa serrata segna un traguardo rilevante per l’ala progressista del partito dell’Asinello, sbarrando la strada ai Repubblicani che puntavano a ribaltare il seggio lasciato libero dal senatore uscente Gary Peters. Alla vigilia del voto, il Grand Old Party deteneva una maggioranza di 53 a 47: ai Democratici serviva un guadagno netto di quattro seggi per ribaltare l’aula.

Programma progressista e scontro elettorale

El-Sayed, 42 anni, medico ed ex direttore della sanità pubblica locale, ha incentrato la propria campagna sul taglio del costo della vita per le famiglie lavoratrici e sul contrasto all’influenza delle grandi corporation nella politica. Tra i punti cardine della sua piattaforma spicca il Medicare for All, il programma di sanità universale a copertura pubblica sostenuto dalla sinistra democratica.

Il suo rivale, il repubblicano sessantatreenne Mike Rogers — ex deputato ed ex agente dell’FBI — si era presentato forte del sostegno compatto di Donald Trump e della leadership nazionale del partito. Durante la campagna, Rogers ha cercato di dipingere El-Sayed come un estremista vicino ai Fratelli Musulmani; accuse sempre respinte con forza dal neo-senatore e prive di qualsiasi riscontro fattuale, liquidate dai Democratici come meri stereotipi islamofobi.

La spaccatura tra Rogers e Trump

Rogers ha inoltre cercato attivamente il consenso dell’elettorato ebraico, facendo leva sulle posizioni critiche di El-Sayed contro gli aiuti militari statunitensi a Israele e sulle sue dichiarazioni in merito alle operazioni a Gaza, definite da quest’ultimo un genocidio.

Tuttavia, la candidatura repubblicana è stata penalizzata dalle preoccupazioni dei cittadini per la congiuntura economica e dal calo di gradimento dell’amministrazione Trump. Nelle ultime settimane prima del voto, Rogers aveva persino tentato di smarcarsi dalla linea del presidente su temi caldi come il conflitto in Iran e le tensioni commerciali con il Canada, sostenendo la necessità di chiudere entrambi i fronti per alleggerire i costi su imprese e consumatori; uno sforzo che non è bastato a colmare il distacco alle urne.

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Deborah Lionelli

Deborah Lionelli

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