LONDRA — L’attore e comico britannico Russell Brand è stato riconosciuto colpevole di stupro e violenza sessuale da un tribunale di Londra. Al termine di un processo durato quattro settimane presso la Southwark Crown Court, la giuria ha emesso un verdetto di colpevolezza per un capo d’accusa di stupro e tre di aggressione sessuale, assolvendo …
LONDRA — L’attore e comico britannico Russell Brand è stato riconosciuto colpevole di stupro e violenza sessuale da un tribunale di Londra.
Al termine di un processo durato quattro settimane presso la Southwark Crown Court, la giuria ha emesso un verdetto di colpevolezza per un capo d’accusa di stupro e tre di aggressione sessuale, assolvendo l’imputato dalle restanti imputazioni (due accuse di stupro e una di tentata violenza carnale).

Il giudice Joel Bennathan ha disposto la custodia cautelare in carcere fino alla lettura della sentenza definitiva, prevista per lunedì, avvertendo Brand che l’esito comporterà inevitabilmente una «pena detentiva significativa». Nel Regno Unito il reato di stupro prevede un massimo edittale pari all’ergastolo, mentre per l’aggressione sessuale la pena può arrivare fino a 10 anni di reclusione per ciascun capo d’accusa.
Le accuse e il quadro probatorio
Le denunce risalgono agli anni compresi tra il 2004 e il 2009, periodo di massima popolarità per Brand tra stand-up comedy, conduzioni radiofoniche per la BBC e produzioni hollywoodiane (tra cui Non scaricare Sarah Marshall e In viaggio con una rock star), oltre al breve matrimonio nel 2010 con la popstar Katy Perry.
Nel dettaglio, la corte ha ritenuto provati i seguenti fatti:
- Stupro: commesso nel 2009 nella propria abitazione ai danni di una spettatrice incontrata dopo un suo spettacolo.
- Aggressioni sessuali: palpeggiamenti ai danni di tre diverse donne, rispettivamente durante una festa nel 2004, all’interno di una sede radiofonica londinese tra il 2004 e il 2005, e nel corso della registrazione di uno spot pubblicitario nel 2009.
Le vittime, che non si conoscevano tra loro, hanno sporto formale denuncia alla Metropolitan Police a seguito della messa in onda di un documentario televisivo d’inchiesta nel 2023. Durante il dibattimento, l’accusa, rappresentata da Riel Karmy-Jones, ha definito Brand un «predatore sessuale calcolatore e manipolatore», sostenendo che l’imputato considerasse le donne «un mero mezzo per soddisfare un appetito sessuale indiscriminato».
La linea difensiva e le dichiarazioni in aula
Brand, 51 anni, si è sempre dichiarato innocente, sostenendo che ogni rapporto fosse consensuale e che le ricostruzioni delle testimoni fossero alterate o distorte. Durante la sua testimonianza, l’attore ha ammesso una passata ossessione per il sesso e comportamenti improntati a una condotta «irresponsabile e superficiale», riconoscendo come sbagliato l’aver sfruttato la notorietà come facilitatore relazionale, pur ribadendo la centralità del consenso: «Il consenso è fondamentale, essenziale e più importante del sesso stesso».
L’imputato ha inoltre lamentato l’impatto «devastante» delle accuse sulla propria salute, sul matrimonio con l’attuale consorte Laura Gallacher — intervenuta in aula a suo sostegno definendolo un padre esemplare — e sull’isolamento professionale subito negli ultimi anni, fase in cui si era allontanato dai media tradizionali per trasferirsi in Florida e dedicarsi a contenuti web su politica, teorie complottiste e spiritualità.
La reazione della polizia metropolitana
A margine dell’udienza, il sovrintendente investigativo Andy Furphy di Scotland Yard ha rilasciato una dichiarazione evidenziando come l’attore «abbia sfruttato la propria posizione, il proprio status e la fama per abusare delle donne»:
«Con il crescere della sua visibilità è cresciuto anche il suo senso di impunità. Nonostante la forte pressione mediatica, le vittime hanno affrontato con straordinario coraggio la ricostruzione di traumi profondi per riporre fiducia nella giustizia. Senza la loro determinazione questo verdetto non sarebbe stato possibile.»
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