Molly torna a casa: la tartaruga salvata su una spiaggia irlandese riprende il mare dopo 22 anni

Trovata in fin di vita nel 2004 e curata per due decenni, la tartaruga marina è stata liberata al largo del Portogallo. Ora è pronta a riprodursi nel suo oceano. C’erano voluti ventidue anni di pazienza, progressi della medicina veterinaria e una dedizione incrollabile. Ma mercoledì scorso la storia di Molly ha trovato il suo …

Trovata in fin di vita nel 2004 e curata per due decenni, la tartaruga marina è stata liberata al largo del Portogallo. Ora è pronta a riprodursi nel suo oceano.

C’erano voluti ventidue anni di pazienza, progressi della medicina veterinaria e una dedizione incrollabile. Ma mercoledì scorso la storia di Molly ha trovato il suo epilogo più bello: la grande tartaruga Caretta caretta, ritrovata moribonda su una spiaggia irlandese nel lontano 2004, è tornata finalmente a nuotare libera nelle acque dell’Atlantico.

Molly torna a casa: la tartaruga salvata su una spiaggia irlandese riprende il mare dopo 22 anni

La sua avventura era iniziata quasi per caso tra le alghe e i detriti di una violenta tempesta a Castlegregory, nella contea di Kerry. A notare un debole movimento fu Mary Cronin, a passeggio con i due figli piccoli, Barry e Aisling. Sotto il fango c’era una tartaruga di appena dodici chili, in grave ipotermia e mutilata alle pinne anteriori, probabilmente a causa dell’attacco di uno squalo. I soccorsi del Dingle Oceanworld Aquarium scattarono all’istante, ma le ferite apparivano troppo serie: lo staff temeva che l’animale non avrebbe mai più avuto la forza di sopravvivere in mare aperto.

Gli anni sono trascorsi e la vasca di Dingle è diventata la casa di Molly, che nel frattempo ha raggiunto i 120 chili di peso. I bambini che l’avevano trovata sono cresciuti e si sono trasferiti all’altro capo del mondo, in Nuova Zelanda: Barry è diventato un biologo della conservazione — segno indelebile lasciato proprio da quell’incontro d’infanzia — e Aisling un’insegnante.

La svolta inattesa è arrivata durante un controllo medico di routine: Molly, ormai trentenne e nel pieno della maturità riproduttiva, portava delle uova in grembo. Di fronte a una specie vulnerabile e a rischio estinzione, tenerla in cattività non era più un’opzione accettabile. «È fondamentale che queste creature tornino in natura per perpetuare la specie», ha ricordato il fondatore dell’acquario, Kevin Flannery.

Per sei mesi la tartaruga è stata ritirata dalle vasche aperte al pubblico e sottoposta a un vero e proprio “addestramento alla libertà”, imparando a procacciarsi il cibo da sola nonostante le vecchie ferite. A maggio è arrivato il trasferimento al centro di recupero Zoomarine Porto d’Abrigo, in Portogallo, per abituarsi gradualmente a temperature più miti.

Il momento del congedo è arrivato a circa 12 miglia nautiche dalla costa dell’Algarve. Dotata di un trasmettitore satellitare sul carapace per consentire ai ricercatori di monitorarne la rotta, Molly ha ripreso il largo puntando verso ovest: le analisi genetiche hanno infatti confermato la sua parentela con le popolazioni del Golfo del Messico.

Davanti a lei ci saranno le minacce del mare moderno — plastica, ami e traffico nautico —, ma anche l’orizzonte ritrovato. «Vederla partire — ha commentato commossa Mary Cronin — è stato un po’ come accompagnare un figlio all’aeroporto verso un altro continente. Siamo felicissimi che sia finalmente tornata a casa».

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Daniela Calvisano

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