Il Senato vota l’impeachment per il capo dello Stato, accusato di corruzione e traffico d’influenze. Il fallimento dell'istituto digitale paralizza il Paese: bloccati i risparmi di metà della popolazione. ASUNCIÓN — È la crisi politica e finanziaria più grave degli ultimi dieci anni per il Paraguay. Venerdì il presidente Santiago Peña è stato destituito dal …
Il Senato vota l’impeachment per il capo dello Stato, accusato di corruzione e traffico d’influenze. Il fallimento dell’istituto digitale paralizza il Paese: bloccati i risparmi di metà della popolazione.
ASUNCIÓN — È la crisi politica e finanziaria più grave degli ultimi dieci anni per il Paraguay. Venerdì il presidente Santiago Peña è stato destituito dal Senato al termine di una procedura d’urgenza di impeachment e posto agli arresti domiciliari. La misura scaturisce dal tracollo di Ueno Bank, istituto di credito legato a doppio filo con esponenti governativi, il cui commissariamento ha improvvisamente congelato i conti correnti di quasi metà della popolazione del Paese sudamericano.

Peña diventa così il secondo presidente a essere rimosso tramite impeachment dalla fine della dittatura trentennale del generale Alfredo Stroessner nel 1989. L’ex capo dello Stato ha ricevuto l’ordine di rimanere nella sua residenza ad Asunción in attesa di comparire davanti ai magistrati per rispondere di accuse gravissime: abuso d’ufficio, traffico di influenze e corruzione per fini personali, reati che possono comportare fino a dieci anni di carcere. I legislatori contestano a Peña di aver fatto leva sul proprio ruolo per convogliare centinaia di milioni di dollari di fondi pubblici verso Ueno, mentre gli organi di vigilanza chiudevano un occhio su prestiti opachi concessi a soggetti interni. Peña, dal canto suo, ha respinto ogni addebito.
Il crac e la paralisi dei risparmiatori
Il commissariamento della banca da parte della Banca Centrale ha innescato un vero e proprio shock sistemico. Dalla sera alla mattina, i correntisti si sono ritrovati impossibilitati a prelevare contanti, accedere ai propri risparmi o pagare con le carte di debito.
Ueno, una digital bank in rapida ascesa, aveva basato la propria espansione sull’inclusione finanziaria delle fasce meno abbienti, attirando la clientela con forti sconti sulla spesa alimentare. Oltre un milione di paraguaiani aveva aperto il proprio primo conto bancario proprio tramite questa piattaforma. Nel blocco sono finiti persino i calciatori della nazionale paraguaiana — sponsorizzata dalla banca durante la recente cavalcata mondiale culminata con la storica vittoria sulla Germania —, anch’essi impossibilitati ad accedere ai propri compensi.
Un effetto domino sull’economia
Le conseguenze del collasso vanno ben oltre i singoli risparmiatori. Una nota app di mobilità urbana collegata a Ueno ha dovuto sospendere le attività, lasciando circa 3.000 autisti senza lavoro. Inoltre, la compagnia elettrica statale ha reso noto che 21 milioni di dollari in prestiti erogati dalla Banca Interamericana di Sviluppo e da Taiwan, destinati a infrastrutture pubbliche, risultano attualmente bloccati nei forzieri dell’istituto. Sui mercati internazionali, i bond del Paraguay hanno registrato tra le peggiori perdite dell’intero comparto emergente, mentre la valuta locale, il guaraní, è crollata nei confronti del dollaro.
Corsa agli sportelli e rassicurazioni
Le prime restituzioni dei fondi sono state avviate giovedì, partendo dai piccoli depositi fino a 10 milioni di guaraníes (circa 1.500 dollari). Il fondo di garanzia interbancario copre i depositi fino a una soglia di circa 35.000 dollari, cifra che secondo le autorità monetarie tutela il 97% dei clienti di Ueno. La Banca Centrale del Paraguay ha tentato di rassicurare mercati e cittadini, definendo il crac come un «caso isolato» e ribadendo la tenuta dell’intero sistema finanziario nazionale.
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