TEESPORT (Regno Unito) – Una nave portacontainer ha completato con successo uno storico viaggio dalla Cina al Regno Unito attraverso i mari dell'Artico. L'operazione rientra nel piano di sviluppo di un corridoio marittimo alternativo a quello tradizionale di Suez, concepito per garantire collegamenti più rapidi e al riparo dalle tensioni geopolitiche internazionali. La Dubai Tower, un'imbarcazione lunga …
TEESPORT (Regno Unito) – Una nave portacontainer ha completato con successo uno storico viaggio dalla Cina al Regno Unito attraverso i mari dell’Artico. L’operazione rientra nel piano di sviluppo di un corridoio marittimo alternativo a quello tradizionale di Suez, concepito per garantire collegamenti più rapidi e al riparo dalle tensioni geopolitiche internazionali.

La Dubai Tower, un’imbarcazione lunga circa 175 metri (575 piedi), ha ormeggiato a Teesport, nel nord-est dell’Inghilterra, dopo essere salpata il 15 agosto dal polo portuale cinese di Ningbo-Zhoushan. A bordo trasporta circa 1.300 container carichi di veicoli elettrici, batterie al litio e componenti per l’energia rinnovabile. Dopo la tappa britannica, la rotta prevede ulteriori scali a Felixstowe, Rotterdam, Amburgo e Gdynia.
L’alternativa strategica alla crisi del Mar Rosso
Il transito lungo la cosiddetta Northern Sea Route (NSR) consente di tagliare drasticamente i tempi di percorrenza rispetto al passaggio per il Canale di Suez o alla circumnavigazione dell’Africa tramite il Capo di Buona Speranza. La rotta è destinata a inaugurare un servizio regolare di trasporto container verso l’Europa.
A spingere Pechino verso questo corridoio concorrono soprattutto le instabilità che paralizzano le direttrici marittime tradizionali:
- Gli attacchi dei ribelli Houthi nello Yemen, che continuano a rendere insicuro il transito nel Mar Rosso;
- Le recenti ripercussioni e interruzioni sul traffico mercantile globale causate dall’acuirsi dei conflitti in Medio Oriente;
- La necessità economica di accorciare la catena logistica con l’Unione Europea, terzo partner commerciale mondiale, in un contesto di prolungate tensioni commerciali con gli Stati Uniti.
Clima e geopolitica: opportunità e incognite
La fattibilità estiva della traversata è strettamente legata al progressivo e rapido scioglimento dei ghiacci marini polari causato dal riscaldamento globale. Sebbene compagnie pioniere come la danese Maersk abbiano testato il passaggio già nel 2018, e altre unità asiatiche (inclusa una nave sudcoreana) stiano effettuando viaggi analoghi, il corridoio presenta diverse complessità.
La rotta si sviluppa interamente nelle acque artiche, attraversando la Zona Economica Esclusiva della Russia. Nonostante il risparmio sui tempi, le condizioni meteorologiche rimangono estreme e imprevedibili, lasciando aperti interrogativi sulla sostenibilità commerciale continuativa del tragitto.
Verso un corridoio commerciale regolare
Ciò nonostante, i numeri certificano una crescita costante: secondo i dati del Centre for High North Logistics (Norvegia), i transiti attraverso l’Artico sono saliti a 103 lo scorso anno (effettuati da 88 imbarcazioni), consolidando un trend in netta salita rispetto alle 97 traversate del 2024 e alle appena 43 del 2022, per la quasi totalità battenti bandiera russa o cinese.
L’arrivo della Dubai Tower fa seguito al test pionieristico condotto in precedenza dalla nave Istanbul Bridge a Felixstowe, che aveva quasi dimezzato i tempi ordinari di consegna per le merci green destinate all’Europa. Secondo quanto riportato dalla compagnia di navigazione Sea Legend, quello appena concluso è soltanto il primo di otto viaggi programmati attraverso l’Artico durante questa stagione estiva.





