Alla Milano Fashion Week arriva la notizia destinata a catalizzare l'attenzione del fashion system: Donatella Versace torna al timone creativo. La designer ha siglato una joint venture strategica con il colosso californiano dell'e-commerce Revolve Group Inc. per dare vita a un progetto inedito che unisce moda e cosmetica. Come sottolinea la nota ufficiale, si tratta …
Alla Milano Fashion Week arriva la notizia destinata a catalizzare l’attenzione del fashion system: Donatella Versace torna al timone creativo. La designer ha siglato una joint venture strategica con il colosso californiano dell’e-commerce Revolve Group Inc. per dare vita a un progetto inedito che unisce moda e cosmetica. Come sottolinea la nota ufficiale, si tratta di un’iniziativa indipendente concepita per riflettere la visione personale della stilista, calibrata sui canali e sui codici con cui le nuove generazioni scoprono lo stile, consumano cultura e condividono esperienze.

Un nuovo capitolo dopo la maison di famiglia
La svolta arriva dopo una fase di profondi riassetti. Nel marzo 2025, nell’ambito di una riorganizzazione guidata dall’allora proprietario Capri Holdings, Donatella aveva lasciato il ruolo di Chief Creative Officer di Versace — incarico ricoperto per quasi trent’anni dalla tragica scomparsa del fratello Gianni nel 1997 — assumendo la carica di Chief Brand Ambassador. Lo scorso dicembre il marchio è poi passato sotto l’orbita del Gruppo Prada; la direzione creativa, affidata inizialmente per una sola stagione a Dario Vitale, è stata successivamente rilevata da Pieter Mulier.
Un’icona pop senza tempo
A 71 anni, il magnetismo di Donatella Versace rimane trasversale. Forte di oltre 12 milioni di follower su Instagram, è tra le figure più seguite della moda, capace di muoversi agilmente tra immaginario digitale e cultura pop: dal cameo in Il diavolo veste Prada 2 (omaggio alla celebre battuta del primo film, “Chiama Donatella, fatti dare il suo jet”) ai red carpet globali.
Nel solo ultimo anno, i suoi capi d’archivio sono stati scelti da star di primo piano: Zendaya ha indossato una creazione ragnatela Atelier Versace del 2016 per il tour di Spider-Man: Brand New Day, Miley Cyrus ha sfoggiato un pezzo couture del 2015 sulla Hollywood Walk of Fame e Jennifer Lopez ha rispolverato un look Atelier Versace del 2004. Del resto, fu proprio la mente di Donatella a concepire il celebre Jungle Dress indossato da J.Lo ai Grammy del 2000, l’abito che spinse Google a inventare la ricerca per immagini.
La sinergia con Revolve Group
La partnership con Revolve punta a capitalizzare questo immenso capitale d’immagine. «Revolve comprende un principio in cui credo profondamente: la cultura nasce dalla connessione», ha spiegato Versace. «Insieme vogliamo costruire questo legame attraverso una nuova voce, una nuova estetica e un’energia inedita».
Fondato nel 2003 da Michael Mente e Mike Karanikolas, Revolve Group è cresciuto fino a ospitare oltre 1.600 marchi tra la piattaforma principale Revolve e il portale luxury Fwrd, chiudendo il 2025 con ricavi pari a 1,23 miliardi di dollari. L’azienda ha consolidato negli ultimi anni una forte strategia di joint venture con figure ad alto impatto mediatico, come Cardi B (che ha segnato l’ingresso del gruppo nel beauty) e Sofia Richie Grainge. «Unendo l’autorevolezza creativa di Donatella con la nostra infrastruttura tecnologica e la presenza globale, abbiamo l’opportunità di creare un progetto distintivo e duraturo», ha dichiarato Karanikolas.
Orizzonti e debutto nel 2027
Il marchio opererà su scala internazionale, debuttando negli Stati Uniti, in America Latina, in Medio Oriente e nell’area Asia-Pacifico. I primi prodotti e il nome ufficiale del brand saranno svelati nel corso del 2027.
Il piano d’espansione guarda oltre la passerella e include progetti di intrattenimento a tutto tondo. Nelle parole di Donatella: «Credo che la creatività debba essere coraggiosa, inclusiva e viva nel mondo. Le nuove generazioni mi hanno sempre ispirata, attraverso la musica, il cinema, l’arte e la moda. Questa collaborazione mi garantisce la piena libertà di parlare loro in modo diretto e autentico».




