Mark Zuckerberg allarga l'ecosistema hardware puntando sull’assistente vocale Muse. Tra le novità anche montature Ray-Ban prive di fotocamera, ma restano aperti i nodi sulla privacy. MENLO PARK (California) – L’era post-smartphone ha un nuovo pretendente tascabile. In occasione dell’evento annuale Meta Connect, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha presentato Meta Charm, un inedito dispositivo portatile progettato …
Mark Zuckerberg allarga l’ecosistema hardware puntando sull’assistente vocale Muse. Tra le novità anche montature Ray-Ban prive di fotocamera, ma restano aperti i nodi sulla privacy.
MENLO PARK (California) – L’era post-smartphone ha un nuovo pretendente tascabile. In occasione dell’evento annuale Meta Connect, l’amministratore delegato Mark Zuckerberg ha presentato Meta Charm, un inedito dispositivo portatile progettato per interagire costantemente con Muse, l’assistente di intelligenza artificiale del gruppo.
L’apparecchio, grande quanto la custodia degli auricolari AirPods, integra un display touchscreen da circa due pollici e connettività 5G nativa. Arriverà sul mercato a dicembre, in tempo per la stagione natalizia, a un prezzo non ancora reso noto.

“Abbiamo racchiuso l’intera esperienza di Muse — inclusi voce in tempo reale e avatar — in un oggetto che sta in un portachiavi ed è sempre pronto al dialogo”, ha spiegato Zuckerberg dal quartier generale californiano.
La mossa si inserisce nella corsa miliardaria della Silicon Valley per individuare l’hardware che sostituirà il telefono, muovendosi tra occhiali connessi, spille indossabili e piccoli terminali AI capaci di percepire e interpretare l’ambiente circostante.
Visori VR compatti e shopping vocale con Muse
Oltre a Charm, Meta ha ampliato le capacità operative di Muse su tutta la gamma di occhiali connessi, introducendo l’interazione diretta con il computer e partnership con colossi del retail statunitense come Walmart, Best Buy e Gap. L’assistente diventa così l’interfaccia primaria per acquisti vocali, prenotazioni e produttività quotidiana.
Sul fronte della realtà virtuale, l’azienda ha mostrato in anteprima i Meta VR Glasses, un dispositivo dal profilo sottile — paragonabile a montature avvolgenti — atteso sul mercato per la primavera del 2027 a un prezzo di 1.299 dollari.
Per sfidare concorrenti più pesanti e costosi come l’Apple Vision Pro, Meta ha ridotto il peso complessivo a circa 100 grammi (l’equivalente di un mazzo di carte da gioco), esternalizzando batteria e processore all’interno di un modulo separato (puck). Il controllo avviene tramite tracciamento oculare, comandi vocali e gesture.
Per Linda Sui, fondatrice della società di analisi Smart Analytics Group, il taglio del peso rappresenta un traguardo notevole sul piano del comfort, ma «i casi d’uso restano simili a quelli dei visori precedenti e il prezzo elevato potrebbe limitarne la diffusione di massa».
Ray-Ban Meta Audio: via le lenti per salvare la privacy (e la batteria)
La novità più immediata per il mercato consumer riguarda la partnership con EssilorLuxottica. Il 13 ottobre debutteranno i Ray-Ban Meta Audio, occhiali smart privi di videocamera proposti a un prezzo di partenza di 349 dollari (circa 100 dollari in meno rispetto ai modelli completi di sensori ottici).
L’assenza delle fotocamere ha permesso di:
- Ridurre il peso a quello di una pallina da golf.
- Estendere l’autonomia fino a 12 ore continue (contro le 9 ore della terza generazione classica).
- Introdurre design storici come Clubmaster e Burbank.
Contestualmente, la linea tradizionale dotata di fotocamera si arricchisce delle nuove montature Aviator e Zena.
Il nodo del consenso: resta l’allerta sui microfoni
La decisione di eliminare le fotocamere punta a disinnescare le crescenti controversie legali e i divieti pubblici imposti ai dispositivi capaci di scattare foto e registrare video all’insaputa dei passanti.
Tuttavia, gli esperti evidenziano come la questione sia tutt’altro che risolta. A differenza dei modelli con videocamera (dotati di un LED che segnala quando la registrazione è attiva), la versione solo audio registra senza segnali visivi espliciti per chi circonda l’utente.
«Il vero nodo rimane il consenso», sottolinea Jitesh Ubrani, analista di IDC. «Anche senza telecamere, sussiste il rischio di registrare conversazioni altrui in modo improprio. Meta dovrà ideare un meccanismo che avverta i presenti, anche quando si tratta esclusivamente di audio».
Dal canto suo, l’azienda difende la scelta anche sotto il profilo commerciale: la riproduzione sonora ad ambiente aperto senza isolamento resta una delle funzioni più apprezzate della linea, aprendo a una competizione diretta con auricolari wireless tradizionali.




