Il "Ritratto di Elisabeth Lederer" di Gustav Klimt vola a 236,4 milioni, diventando l'opera d'arte moderna più cara della storia. Flop parziale per il water d'oro di Cattelan. NEW YORK — Un debutto da incorniciare per il nuovo quartier generale newyorkese di Sotheby’s. La prima serata di vendite nella nuova sede statunitense ha polverizzato ogni …
Il “Ritratto di Elisabeth Lederer” di Gustav Klimt vola a 236,4 milioni, diventando l’opera d’arte moderna più cara della storia. Flop parziale per il water d’oro di Cattelan.
NEW YORK — Un debutto da incorniciare per il nuovo quartier generale newyorkese di Sotheby’s. La prima serata di vendite nella nuova sede statunitense ha polverizzato ogni previsione, totalizzando oltre 706 milioni di dollari tra arte moderna e contemporanea: il miglior risultato finanziario mai registrato nella storia globale della casa d’aste, arrivato a scuotere un mercato rimasto sottotono per oltre due anni.

A dominare la scena è stato il Ritratto di Elisabeth Lederer (1914–1916) di Gustav Klimt. Dopo una battaglia serrata durata venti minuti tra rilanci al telefono e offerte in sala, il capolavoro è stato battuto per 236,4 milioni di dollari (diritti inclusi), tra le ovazioni del pubblico. La cifra supera il precedente record per l’arte moderna — detenuto dal celebre ritratto di Marilyn Monroe firmato da Andy Warhol nel 2022 — e consacra il dipinto come il lotto più costoso mai aggiudicato da Sotheby’s.
L’opera raffigura la figlia dei principali mecenati viennesi del maestro secessionista ed è sopravvissuta per un soffio alla furia della Seconda guerra mondiale: venne infatti separata dal resto della collezione di famiglia, finita bruciata nel rogo del castello austriaco di Immendorff. Come ha ricordato dal podio il battitore e presidente europeo di Sotheby’s, Oliver Barker, si trattava di «una delle ultimissime occasioni per aggiudicarsi un ritratto di tale calibro dell’artista». Nel 2023, la Dama con ventaglio di Klimt era stata battuta a Londra per 108,4 milioni di dollari.
Il dipinto apparteneva alla collezione di Leonard A. Lauder, magnate della cosmetica scomparso all’inizio dell’anno. La sola raccolta Lauder ha generato 527,5 milioni di dollari contro una stima iniziale di 400 milioni, con altre sessioni ancora in programma: una scultura di Alexander Calder ha aperto le danze a 889.000 dollari (il triplo della stima), un paesaggio dello stesso Klimt ha toccato quota 86 milioni e una tela di Edvard Munch è salita a 35,1 milioni.
L’entusiasmo della prima parte della serata ha trovato parziale continuità nella successiva tornata dedicata al contemporaneo, trainata da un’opera monumentale di Jean-Michel Basquiat (48,3 milioni di dollari) e dal nuovo record d’asta per l’artista britannica Cecily Brown (9,8 milioni). Non sono mancati, tuttavia, segnali di selettività da parte dei collezionisti: due lotti di punta firmati da Kerry James Marshall e Barkley L. Hendricks sono rimasti invenduti. Sotto le aspettative anche l’opera più discussa della serata, America, il celebre water in oro massiccio 18 carati da 100 kg di Maurizio Cattelan, che ha strappato una sola offerta prima di essere aggiudicato.




