Allarme peste in Siberia, gli Usa alzano la guardia: controlli sui viaggiatori, ma per il Cdc il rischio resta «estremamente basso»

Scattano le misure di tracciamento negli aeroporti americani dopo il decesso sospetto di un ricercatore a Irkutsk. Mosca smentisce il contagio e parla di polmonite, ma mette in isolamento 200 persone. L’Oms chiede chiarimenti. WASHINGTON – I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) statunitensi hanno attivato protocolli speciali per identificare e monitorare i viaggiatori …

Scattano le misure di tracciamento negli aeroporti americani dopo il decesso sospetto di un ricercatore a Irkutsk. Mosca smentisce il contagio e parla di polmonite, ma mette in isolamento 200 persone. L’Oms chiede chiarimenti.

WASHINGTON – I Centers for Disease Control and Prevention (Cdc) statunitensi hanno attivato protocolli speciali per identificare e monitorare i viaggiatori provenienti dalla regione russa della Siberia orientale, dove è stato segnalato un presunto caso letale di peste. L’agenzia sanitaria federale getta però acqua sul fuoco, definendo il rischio per la popolazione degli Stati Uniti «estremamente basso».

Allarme peste in Siberia, gli Usa alzano la guardia: controlli sui viaggiatori, ma per il Cdc il rischio resta «estremamente basso»

Secondo quanto comunicato mercoledì dalle autorità sanitarie, il flusso migratorio da quell’area è molto ridotto: appena duecento passeggeri all’anno raggiungono gli Stati Uniti, transitando peraltro da scali aeroportuali già presidiati dal personale medico del Cdc. Al momento non è stato disposto alcun divieto di imbarco (Do Not Board), la misura restrittiva coordinata con la Tsa che blocca i voli per i soggetti sospettati di trasmettere malattie altamente contagiose.

«Disponiamo di protocolli collaudati e di personale qualificato per intercettare qualsiasi minaccia sanitaria ai varchi d’ingresso», ha precisato l’agenzia in una nota, confermando il monitoraggio costante dell’evoluzione epidemiologica.

A ribadire la linea della massima cautela senza allarmismi è intervenuta anche la direttrice del Cdc, Erica Schwartz, durante la conferenza The Future of Health organizzata dal Wall Street Journal a Washington: «Collaboriamo a stretto contatto con il Dipartimento di Sicurezza Interna, il Dipartimento di Stato e le altre agenzie governative per tracciare ogni singolo arrivo da quell’area. Siamo pienamente attrezzati per proteggere il Paese».

Il giallo del laboratorio di Irkutsk e i dubbi dell’Oms

L’innalzamento dei controlli fa seguito all’allerta scattata per la morte di un dipendente dell’Istituto di ricerca anti-peste di Irkutsk. Se le prime ricostruzioni giornalistiche parlavano di decesso causato dall’infezione da peste, le autorità russe hanno successivamente smentito la circostanza, attribuendo la fine dell’operatore a una comune polmonite non contratta nell’esercizio delle sue mansioni.

La versione ufficiale del Cremlino non ha però diradato del tutto le perplessità della comunità scientifica internazionale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (Oms) ha fatto sapere di non disporre ancora di elementi sufficienti per stilare una valutazione completa del rischio. Il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha spiegato di aver sollecitato chiarimenti a Mosca: la risposta della Federazione Russa, giunta martedì, nega la presenza di focolai di peste nell’Oblast di Irkutsk, pur ammettendo che circa 200 persone entrate in contatto con la vittima sono state precauzionalmente poste in quarantena.

Davide Lionelli

Davide Lionelli

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