Disastro al box office per Tom Cruise: “Digger” rischia un rosso storico da 245 milioni di dollari

Il film diretto da Alejandro G. Iñárritu crolla nelle sale e punta al podio dei peggiori flop di Hollywood. Partenza a rilento anche per "The Social Reckoning" di Aaron Sorkin. LOS ANGELES — Non tutte le missioni cinematografiche si rivelano possibili, nemmeno per Tom Cruise. Secondo le stime degli analisti di Hollywood, la sua ultima …

Il film diretto da Alejandro G. Iñárritu crolla nelle sale e punta al podio dei peggiori flop di Hollywood. Partenza a rilento anche per “The Social Reckoning” di Aaron Sorkin.

LOS ANGELES — Non tutte le missioni cinematografiche si rivelano possibili, nemmeno per Tom Cruise. Secondo le stime degli analisti di Hollywood, la sua ultima fatica sul grande schermo, la commedia nera a tinte satiriche Digger, rischia di registrare perdite complessive vicine ai 245 milioni di dollari a causa del rendimento disastroso registrato nelle sale.

Disastro al box office per Tom Cruise: "Digger" rischia un rosso storico da 245 milioni di dollari

Il film, in cui Cruise veste i panni del magnate del petrolio Digger Rockwell, ha subito un tracollo di circa il 60% degli incassi già nel secondo fine settimana di programmazione. Con appena 35 milioni di dollari raccolti a livello globale a fronte di un investimento stimato di 280 milioni tra produzione e promozione sostenuto da Warner Bros., la pellicola si avvia a diventare uno dei più grandi tonfi finanziari nella storia dell’industria cinematografica.

Verso il “club a nove cifre” dei peggiori flop

Secondo le proiezioni pubblicate da Variety, Digger chiuderà la sua corsa nelle sale mondiali con circa 50 milioni di dollari d’incasso. Considerati i costi vivi, la spartizione degli introiti con gli esercenti e le spese promozionali per la stagione dei premi, la soglia di pareggio (break-even) era fissata ad almeno 350 milioni di dollari. Una cifra ridimensionata solo parzialmente da Warner Bros., che colloca la parità attorno ai 300 milioni.

Un baratro economico che accomuna il film ad altri storici disastri del botteghino capaci di perdere oltre 100 milioni di dollari, come:

  • Corsari (Cutthroat Island, 1995)
  • Pluto Nash (2002)
  • Sahara (2005)
  • John Carter (2012)
  • The Marvels (2023)
  • Amsterdam (2022)

Un crollo ancora più rumoroso se confrontato con i trionfi multimilionari che la star americana ha inanellato negli ultimi anni al timone di saghe come Top Gun e Mission: Impossible.

Davanti ai numeri inclementi, Cruise ha difeso la propria visione artistica: «Quando giro un film non penso mai al primo weekend. Il mio obiettivo è realizzare opere che sappiano comunicare nel tempo, resistere ed evolversi».

Recensioni tiepide e una transizione complessa

A pesare sulle sorti del film c’è anche l’accoglienza fredda della critica specializzata. Non è bastata la regia del pluripremiato Alejandro G. Iñárritu (Birdman, The Revenant) a conquistare la stampa, costringendo lo studio a lanciare una campagna correttiva all’insegna dello slogan: «Decidete con la vostra testa». Digger rappresenta inoltre l’ultima uscita autonoma di Warner Bros. prima dell’acquisizione da parte di Paramount.

Non decolla nemmeno il sequel di The Social Network

Il weekend nero di Hollywood non ha risparmiato un altro titolo di punta: The Social Reckoning, ideale seguito del film premio Oscar The Social Network.

Scritto e diretto da Aaron Sorkin, il lungometraggio ricostruisce la vicenda reale di Frances Haugen, l’ingegnera di Facebook che scosse la Silicon Valley diffondendo documenti interni riservati. Nonostante un cast di primo piano — Mikey Madison, Jeremy Strong e Jeremy Allen White — l’esordio ha deluso le attese:

  • Incasso USA al debutto: 5,5 milioni di dollari (nel 2010 il predecessore debuttò a 22 milioni, senza contare l’inflazione).
  • Incasso globale: circa 9 milioni di dollari.

Al botteghino nordamericano, la pellicola d’inchiesta di Sorkin è scivolata indietro nelle classifiche, battuta dall’horror Other Mommy, dal thriller psicologico Verity, dall’adattamento del videogioco Resident Evil e dal survival thriller Heart of the Beast con Brad Pitt.

Martina Mussi

Martina Mussi

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