Emergenza orsi in Russia: 22 morti e popolazione raddoppiata, Mosca valuta lo sblocco della caccia

MOSCA – Il governo russo corre ai ripari per arginare l'escalation di attacchi da parte degli orsi bruni, costati la vita ad almeno 22 persone negli ultimi mesi. Negli ultimi trent'anni il numero di esemplari presenti sul territorio federale è più che raddoppiato, toccando quota 308.000, una crescita demografica favorita in parte da inverni sempre più …

MOSCA – Il governo russo corre ai ripari per arginare l’escalation di attacchi da parte degli orsi bruni, costati la vita ad almeno 22 persone negli ultimi mesi. Negli ultimi trent’anni il numero di esemplari presenti sul territorio federale è più che raddoppiato, toccando quota 308.000, una crescita demografica favorita in parte da inverni sempre più brevi e miti legati al cambiamento climatico.

Di fronte alla crescente pressione sociale, Mosca ha annunciato l’intenzione di varare misure straordinarie: tra le ipotesi al vaglio figurano la rimozione dei tetti alle quote di caccia, l’introduzione di limiti regionali alla densità dei plantigradi, maggiori poteri d’intervento alle amministrazioni locali e stanziamenti dedicati alle aree più colpite.

Emergenza orsi in Russia: 22 morti e popolazione raddoppiata, Mosca valuta lo sblocco della caccia

«È evidente che con l’aumento della popolazione crescono anche i problemi», ha dichiarato il vicepremier Dmitry Patrushev. «Servono interventi sistemici per garantire una convivenza sicura tra uomo e animale e preservare il necessario equilibrio».

La decisione segue una sequenza allarmante di episodi di cronaca. In Siberia — territorio che conta circa 27.000 orsi — una donna è stata sbranata la scorsa settimana nel giardino di casa. A Krasnojarsk la magistratura ha aperto un fascicolo penale a carico dei funzionari del ministero regionale dell’Ambiente, ipotizzando il reato di negligenza per la morte di sette persone registrata nel solo mese di settembre.

Tra le aggressioni che hanno destato maggior scalpore figura quella avvenuta ad agosto nella regione dell’Altai, dove un orso ha fatto irruzione nella tenda di due escursionisti, trascinando via una ventinovenne, uccidendola e seppellendone il corpo nella boscaglia. Nel territorio di Tuva, invece, ha perso la vita l’allenatore di hockey Alexander Kuzmenko, padre del giocatore NHL Andrei Kuzmenko, aggredito durante una battuta di pesca.

Dal ministero dell’Ambiente russo trapela tuttavia un tentativo di ridimensionare l’allarme. All’emittente RBC, fonti ministeriali hanno fatto notare come il numero complessivo rientri nella media statistica: «Negli ultimi anni registriamo tra i 20 e i 30 attacchi l’anno, con l’unico vero picco nel 2014, quando furono 166. Oggi chiunque dispone di uno smartphone e le notizie viaggiano a velocità raddoppiata sui social, alimentando la percezione di un fenomeno fuori controllo». Un chiarimento che non sembra comunque aver fermato la stretta pianificata dal Cremlino.

Debora Franchi

Debora Franchi

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