Oltre 122.000 casse di Gatorade sono state ritirate dal mercato statunitense a causa della presenza di coloranti alimentari non indicati sulle confezioni. A segnalarlo è la Food and Drug Administration (FDA), l'ente federale statunitense preposto alla sicurezza di alimenti e farmaci. Il provvedimento, avviato su base volontaria dall'azienda produttrice lo scorso 25 settembre, interessa quattro …
Oltre 122.000 casse di Gatorade sono state ritirate dal mercato statunitense a causa della presenza di coloranti alimentari non indicati sulle confezioni. A segnalarlo è la Food and Drug Administration (FDA), l’ente federale statunitense preposto alla sicurezza di alimenti e farmaci.
Il provvedimento, avviato su base volontaria dall’azienda produttrice lo scorso 25 settembre, interessa quattro referenze nel formato da 28 once (circa 828 ml): Gatorade Lemon Lime, Gatorade Lemon Lime Zero, Gatorade Orange e Gatorade Orange Zero. I lotti coinvolti riportano date di scadenza comprese tra aprile e giugno 2027 e risultano distribuiti in più di venti Stati americani. L’elenco completo dei lotti e delle aree interessate è consultabile sul portale ufficiale dell’agenzia.

Al centro del richiamo c’è l’omessa segnalazione in etichetta dei coloranti alimentari Yellow No. 5 (tartrazina) e Yellow No. 6 (giallo tramonto). Il 2 ottobre la FDA ha catalogato l’allerta come «Classe II»: una classificazione che si applica quando il consumo o l’esposizione al prodotto può provocare effetti collaterali temporanei o reversibili dal punto di vista medico, mentre il rischio di conseguenze gravi per la salute resta remoto.
Tra le reazioni avverse segnalate dall’autorità sanitaria figurano lievi sfoghi cutanei o forme asmatiche di tipo allergico. L’agenzia precisa che si tratta di disturbi rari nella popolazione generale, ma riscontrabili con maggiore frequenza nei soggetti già intolleranti o allergici all’aspirina.
La FDA ha ricordato che l’impiego di additivi coloranti è comune nell’industria alimentare per preservare o uniformare l’aspetto dei prodotti esposti a luce, aria o sbalzi di temperatura; tuttavia, la mancata trasparenza sugli ingredienti impone il ritiro a tutela dei consumatori a rischio di allergie.





