Le autorità sanitarie intensificano le disinfestazioni dopo un’estate particolarmente piovosa. Il CDC avverte sui rischi per le categorie fragili. CHICAGO – Le autorità sanitarie di Chicago hanno confermato il primo decesso dell’anno legato al virus del Nilo Occidentale, a seguito dell'accertamento di due casi di contagio umano nell'area urbana. Il Dipartimento di Sanità Pubblica cittadino (CDPH) …
Le autorità sanitarie intensificano le disinfestazioni dopo un’estate particolarmente piovosa. Il CDC avverte sui rischi per le categorie fragili.
CHICAGO – Le autorità sanitarie di Chicago hanno confermato il primo decesso dell’anno legato al virus del Nilo Occidentale, a seguito dell’accertamento di due casi di contagio umano nell’area urbana. Il Dipartimento di Sanità Pubblica cittadino (CDPH) ha scelto di non divulgare i dati anagrafici della vittima, mantenendo il riserbo sull’identità del paziente.

L’allerta meteo e climatica ha giocato un ruolo chiave nella diffusione dell’agente patogeno. Come ha sottolineato il commissario del CDPH, Garth Walker, l’estate in corso si è rivelata una delle più piovose degli ultimi anni, creando l’ambiente ideale per la proliferazione delle zanzare, principali vettori del virus: «Il metodo più efficace per difendersi resta evitare le punture e impedire il ristagno d’acqua attorno alle proprie abitazioni», ha dichiarato.
Il bilancio federale e la situazione in Illinois
La morte registrata a Chicago si inserisce in un quadro epidemiologico più ampio. Pochi giorni prima, il Dipartimento della Sanità Pubblica dell’Illinois (IDPH) aveva confermato il primo caso umano nella contea centrale di Piatt, insieme ad altri tre casi probabili nel nord dello Stato.
«Questo decesso è un monito che impone serietà», ha avvertito il direttore dell’IDPH, Sameer Vohra, ricordando che, sebbene la maggior parte delle infezioni decorra senza complicazioni, il West Nile può causare quadri clinici gravi in soggetti anziani, immunocompromessi o affetti da patologie croniche.
A livello nazionale, i Centers for Disease Control and Prevention (CDC) segnalano una diffusione capillare: dall’inizio della stagione sono 407 i casi accertati in 40 Stati, dei quali 285 di natura neuroinvasiva. Negli Stati Uniti la West Nile rappresenta la principale malattia trasmessa da zanzare, con una media di circa 2.000 diagnosi ufficiali l’anno (dato ritenuto sottostimato) e oltre 130 decessi.
Monitoraggio, rischi e prevenzione
In risposta all’emergenza, il comune di Chicago ha avviato una massiccia operazione di bonifica: oltre 80.000 tombini e bacini di raccolta sono stati trattati con larvicidi, mentre interventi straordinari con insetticidi adulticidi hanno già interessato 15 diversi quartieri della città.
Il ciclo di trasmissione del virus avviene principalmente quando le zanzare pungono uccelli infetti per poi trasmettere l’infezione a esseri umani e altri mammiferi. Il decorso è solitamente asintomatico: solo una persona su cinque sviluppa sintomi simil-influenzali (febbre, dolori muscolari, spossatezza ed eruzioni cutanee) tra i due e i sei giorni dopo la puntura. Tuttavia, in circa un caso su 150 l’infezione può degenerare in forme neuroinvasive gravi, come encefaliti o meningiti.
In assenza di vaccini per uso umano o di terapie antivirali specifiche, le autorità sanitarie ribadiscono l’importanza della prevenzione primaria: uso costante di repellenti cutanei, abiti a maniche lunghe, zanzariere alle finestre e la regolare eliminazione di qualsiasi ristagno d’acqua nei sottovasi e nei giardini privati.





