Nike chiude 11 negozi negli Stati Uniti di cui uno in California

Il colosso dello sportswear ridimensiona la rete retail fisica dopo un trimestre negativo e 1.400 tagli al personale. Tra i punti vendita dismessi anche la sede di Santana Row, nella Silicon Valley. Nike stringe la cinghia e ridimensiona la propria presenza sul territorio statunitense. Nel solo mese di luglio, il colosso dell'abbigliamento sportivo ha abbassato …

Il colosso dello sportswear ridimensiona la rete retail fisica dopo un trimestre negativo e 1.400 tagli al personale. Tra i punti vendita dismessi anche la sede di Santana Row, nella Silicon Valley.

Nike chiude 11 negozi negli Stati Uniti di cui uno in California

Nike stringe la cinghia e ridimensiona la propria presenza sul territorio statunitense. Nel solo mese di luglio, il colosso dell’abbigliamento sportivo ha abbassato definitivamente le saracinesche di 11 punti vendita distribuiti in tutto il Paese, toccando stati chiave come Texas, New Jersey, Illinois, North Carolina, Georgia, Florida, Missouri, Maryland, Kentucky e California.

Tra le chiusure di maggior rilievo spicca lo store all’interno del centro commerciale di lusso Santana Row a San Jose, polo nevralgico dello shopping per i professionisti della Silicon Valley. Secondo quanto dichiarato da Federal Realty — società di gestione del centro — al Silicon Valley Business Journal, l’addio non è legato a specifiche criticità del mercato locale, bensì a una più ampia revisione strategica globale da parte del marchio. Nonostante la defezione, la California si conferma lo stato con la più alta concentrazione di negozi Nike negli USA, con 39 punti vendita operativi.

L’ondata di chiusure riflette le recenti difficoltà economiche del gruppo con sede a Beaverton. Nel quarto trimestre fiscale, le entrate generate dai negozi fisici Nike hanno registrato una contrazione del 7%. Ancora più marcato il rallentamento nel canale diretto: le vendite di Nike Direct sono scese del 9%, il segmento digitale ha subito una flessione del 12%, mentre il brand Converse ha segnato un crollo del 32%. L’intero comparto, sia sul fronte delle calzature che delle attrezzature sportive, evidenzia tassi di crescita negativi.

La riorganizzazione della rete retail fa seguito a un massiccio piano di ristrutturazione interna avviato lo scorso aprile, culminato con il licenziamento di circa 1.400 dipendenti delle divisioni operative globali, concentrati prevalentemente nell’area tech.

La misura punta a ridefinire la catena di fornitura e ad ammodernare le infrastrutture informatiche per rendere l’azienda «più reattiva, resiliente, responsabile ed efficiente». Una fase complessa confermata anche dal presidente e CEO Elliott Hill, che nella più recente call con gli analisti finanziari ha riconosciuto apertamente le sfide operative e commerciali che il colosso dello “Swoosh” si trova ad affrontare.

Laura Motta

Laura Motta

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