Lo spot di Sydney Sweeney accende la protesta delle atlete: «Basta sessualizzare lo sport femminile»

La star di Euphoria posa senza veli per Novig tra attrezzi da gara, scatenando la dura reazione di campionesse olimpiche e mondiali. L'attrice si difende sui social citando i nudi celebri di Serena Williams e Ronda Rousey. Una nuova bufera mediatica travolge Sydney Sweeney. Al centro delle polemiche c'è la recente campagna pubblicitaria realizzata dall’attrice …

La star di Euphoria posa senza veli per Novig tra attrezzi da gara, scatenando la dura reazione di campionesse olimpiche e mondiali. L’attrice si difende sui social citando i nudi celebri di Serena Williams e Ronda Rousey.

Lo spot di Sydney Sweeney accende la protesta delle atlete: «Basta sessualizzare lo sport femminile»

Una nuova bufera mediatica travolge Sydney Sweeney. Al centro delle polemiche c’è la recente campagna pubblicitaria realizzata dall’attrice per Novig, piattaforma di scommesse sportive, in cui la ventinovenne interprete di Euphoria posa praticamente senza veli, coperta soltanto da attrezzi sportivi strategicamente posizionati. Un’operazione commerciale che ha scatenato la dura reazione di numerose atlete d’élite a livello internazionale, accusando il brand e l’attrice di ridurre lo sport femminile a mero richiamo erotico.

Tra le prime a prendere una netta posizione pubblica c’è la velocista britannica Amy Hunt. Intervistata da BBC Sport subito dopo il quarto posto nei 200 metri ai Mondiali di atletica a Budapest, l’atleta ha voluto inviare un messaggio diretto: «Sydney Sweeney, ecco come appaiono davvero le donne nello sport: muscoli, duro lavoro, sudore, sangue e lacrime. Nelle ultime ore abbiamo visto tutti quello spot e, per chi fa sport a questi livelli, non è un bel segnale. Non c’è nulla di glamour né di sexy in ogni istante; ci sono momenti durissimi, come dover gareggiare al mondiale con il ciclo».

Parole a cui fa eco l’indignazione della campionessa olimpica di nuoto Ariarne Titmus. L’australiana ha affidato a Instagram un durissimo sfogo: «Non riesco a spiegare quanto sia furiosa. È un affronto a ogni donna che ha dedicato la vita alla propria disciplina e a chi ama lo sport per valori come dedizione, eccellenza e unione. Com’è possibile che la mercificazione del corpo e la sessualizzazione dello sport femminile siano ancora la normalità? Che messaggio stiamo dando alle nuove generazioni? Sydney Sweeney, fai di meglio».

Il fronte del dissenso ha unito atlete di discipline diverse. Se la pallanuotista Tilly Kearns e la ginnasta americana Gracie Kramer hanno espresso sdegno contrapponendo i propri video di gara alla finzione patinata dello spot, la pugile Skye Nicolson ha marcato una distinzione fondamentale: «C’è un’enorme differenza tra il risultare attraenti praticando sport e l’usare il sesso per vendere lo sport. Non c’è niente di male nell’esprimere la propria femminilità, ma qui si tratta di altro».

La replica di Sydney Sweeney è arrivata indirettamente via social. Nelle sue storie su Instagram, l’attrice ha pubblicato una rassegna di celebri copertine e servizi fotografici che ritraggono leggende dello sport senza veli — come le celebri edizioni del Body Issue di ESPN —, condividendo gli scatti di Serena Williams, Ronda Rousey, Megan Rapinoe, Sue Bird e la star della NFL Rob Gronkowski, nel tentativo di contestualizzare il nudo atletico come celebrazione del corpo.

Non è la prima volta che una campagna dell’attrice di Anyone But You e The Housemaid finisce al centro di aspre discussioni: in passato un claim per un brand di abbigliamento, basato sul gioco di parole tra jeans e genes (geni), era stato accusato da alcuni critici di ammiccare all’eugenetica, costringendo il marchio a chiarire e la stessa Sweeney a definirsi «sinceramente sorpresa» e «lontana da qualsiasi logica di divisione o odio». Questa volta, però, il cortocircuito tocca una corda ancora più scoperta: la lunga e faticosa battaglia delle professioniste per essere riconosciute anzitutto per le proprie prestazioni sul campo.

Daniela Fresca

Daniela Fresca

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