CAPE CANAVERAL (Florida) — Il sospiro di sollievo è arrivato con il tonfo morbido della capsula SpaceX nelle acque del Pacifico, al largo della California: quattro astronauti sono rientrati giovedì dalla Stazione Spaziale Internazionale, mettendo fine a una missione durata otto mesi e cominciata con una corsa contro il tempo. Gli statunitensi Jessica Meir e …
CAPE CANAVERAL (Florida) — Il sospiro di sollievo è arrivato con il tonfo morbido della capsula SpaceX nelle acque del Pacifico, al largo della California: quattro astronauti sono rientrati giovedì dalla Stazione Spaziale Internazionale, mettendo fine a una missione durata otto mesi e cominciata con una corsa contro il tempo.
Gli statunitensi Jessica Meir e Jack Hathaway, la francese Sophie Adenot e il russo Andrey Fedyaev erano decollati a febbraio per sostituire d’urgenza l’equipaggio di Mike Fincke, costretto a un rientro anticipato per motivi di salute. Un episodio senza precedenti: per la NASA si è trattato della prima evacuazione medica in 65 anni di voli umani nello spazio.

Anche il viaggio di ritorno ha richiesto una dose extra di pazienza. La partenza, inizialmente prevista con tre settimane di anticipo, è slittata a causa di alcuni ritardi nella manutenzione della navetta destinata ai loro rimpiazzi. Così, quando il modulo ha finalmente toccato l’acqua, la gioia di ritrovare le famiglie e i piaceri più semplici — l’aria fresca sul viso, una doccia calda, un tuffo in mare — era palpabile. «Siamo entusiasti di essere tornati a casa dopo un’esperienza incredibile», ha comunicato via radio Meir poco dopo l’ammaraggio, pur ammettendo la nostalgia per «la vista straordinaria del nostro pianeta dall’alto». Nel giro di un’ora tutti e quattro erano già sul ponte della nave di recupero, sorridenti e con i pugni alzati, prima del trasferimento in elicottero e del rientro a Houston.
In orbita il lavoro non è mancato. Meir ha affrontato quattro passeggiate spaziali e Adenot tre, entrambe impegnate nei costanti interventi di manutenzione che tengono in vita l’avamposto ormai ventottenne. Da lassù hanno anche assistito con emozione al sorvolo della Luna da parte dell’equipaggio di Artemis II e celebrato il 250º compleanno degli Stati Uniti, con Meir che si è collegata in diretta suonando l’ottavino per il concerto del 4 luglio della Boston Pops.
Tra esperimenti e tute pressurizzate, la convivenza a gravità zero ha regalato anche momenti di leggerezza: feste improvvisate a ritmo di musica, improbabili sessioni di cucina con tanto di cappello da chef e video tutorial su come domare i capelli ricci nello spazio. A catturare la simpatia del pubblico a terra sono stati soprattutto i vistosi baffi da top gun di Hathaway, tagliati secondo la tradizione dei piloti della Marina e curati con precisione millimetrica anche in orbita, tanto da spingere diversi tecnici del centro di controllo a farseli crescere per solidarietà. «Ormai sono diventati il mio marchio di fabbrica», aveva scherzato l’astronauta qualche settimana fa.
Con la loro partenza, sulla ISS restano sette membri dell’equipaggio tra americani, russi e canadesi. Dal 2000 a oggi, la stazione ha aperto i portelloni a 298 persone da 26 nazioni diverse: una staffetta continua che, anche questa volta, ha portato a termine la missione.





