BOSTON – Nuova battuta d'arresto giudiziaria per l'amministrazione Trump nel braccio di ferro con il mondo accademico statunitense. Un giudice federale di Boston ha respinto lunedì la causa intentata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, con cui il governo puntava a costringere l'Università di Harvard a consegnare anni di dati riservati sulle ammissioni degli studenti. L'inchiesta federale …
BOSTON – Nuova battuta d’arresto giudiziaria per l’amministrazione Trump nel braccio di ferro con il mondo accademico statunitense. Un giudice federale di Boston ha respinto lunedì la causa intentata dal Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, con cui il governo puntava a costringere l’Università di Harvard a consegnare anni di dati riservati sulle ammissioni degli studenti.

L’inchiesta federale mirava a verificare se il prestigioso ateneo della Ivy League continui a considerare l’appartenenza etnica nei propri criteri di selezione, in presunta violazione della storica sentenza della Corte Suprema del 2023 che ha abolito i programmi di ammissione basati sull’origine razziale (affirmative action).
Il giudice distrettuale Myong Joun ha respinto le istanze del Dipartimento di Giustizia e del Dipartimento dell’Istruzione, i quali sostenevano la necessità di acquisire dati individuali e dettagliati su migliaia di candidati per accertare il rispetto del Title VI del Civil Rights Act del 1964, la legge che vieta ogni discriminazione razziale nei programmi educativi finanziati con fondi pubblici.
I legali di Harvard hanno denunciato l’azione legale come una ritorsione politica all’interno di una più ampia offensiva promossa dalla presidenza repubblicana. L’ateneo di Cambridge è da tempo al centro degli attacchi di Donald Trump, che accusa le università d’élite di essere dominate da «ideologie della sinistra radicale» e ha ripetutamente tentato di utilizzare la leva dei fondi federali per imporre cambi di rotta nella governance, nei programmi accademici e nelle politiche di assunzione dei docenti.
Secondo i difensori dell’università, il ricorso in tribunale è scattato solo dopo che Trump, lo scorso febbraio, aveva interrotto unilateralmente le trattative per un accordo, pretendendo un miliardo di dollari di risarcimento da un ateneo accusato di essersi comportato «molto male per troppo tempo». Harvard ha inoltre sottolineato come il governo abbia agito per vie legali senza prima seguire i passaggi procedurali obbligatori volti a ottenere una collaborazione volontaria,chiedendo l’accesso indiscriminato a dati personali altamente sensibili di migliaia di studenti delle scuole superiori.
La sentenza del giudice Joun si aggiunge a una serie di precedenti vittorie legali ottenute da Harvard contro l’esecutivo.Nei mesi scorsi, altri tribunali avevano già bloccato i tentativi dell’amministrazione federale di revocare oltre 2 miliardi di dollari in sovvenzioni, di impedire all’ateneo di accogliere studenti internazionali e di citarlo in giudizio per presunte negligenze nella tutela degli studenti ebrei e israeliani da episodi di molestie nel campus.
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