Inutile negarlo. Viviamo in un mondo in cui l'informazione é stata manipolata a tal punto da renderla un mezzo enormemente efficace in grado di abusare quotidianamente della nostra intelligenza. Il punto é che ne siamo consapevoli di questo. Le persone, sempre più persone, scelgono ormai di leggere le notizie nel modo in cui desiderano che …
Inutile negarlo. Viviamo in un mondo in cui l’informazione é stata manipolata a tal punto da renderla un mezzo enormemente efficace in grado di abusare quotidianamente della nostra intelligenza. Il punto é che ne siamo consapevoli di questo.
Le persone, sempre più persone, scelgono ormai di leggere le notizie nel modo in cui desiderano che siano trasmesse.
Ormai la notizia non si traveste nemmeno più per nascondere una propaganda politica o un messaggio finanziario. Ognuno sceglie la propria linea editoriale e senza mezze misure si decide di dare seguito alle proprie convinzioni.
In Italia esiste una libertà di stampa da terzo mondo, ma il punto non é quanto siamo liberi di scrivere, ma quanto non siamo pronti di sentirci dire quello che non vogliamo.
Mi spiego meglio. Indipendentemente dalla fazione politica, indipendentemente dal padrone che paga lo stipendio, la maggior parte di noi vuole le notizie elaborate affinché possano appagare il proprio “credo”. Come entrare in un ristorante piuttosto che in un altro. Lo stesso piatto, può avere diverse interpretazioni ed é ovvio che noi preferiremmo entrare e sederci al tavolo di quello che di garba di più. Questo succede anche con l’informazione.
Smettiamola dunque di dare la colpa solo a coloro che distribuiscono informazione, perché se il pubblico pagante non é in grado di accettare la realtà, é inutile parlare di trasparenza dell’informazione.
Ecco perché credo che la libertà di stampa non sia una colpa solo di coloro che gestiscono le informazioni, ma diventa una responsabilità anche di coloro che non sanno accettare le notizie per quello che sono.
Alle fine chi fa informazione dovrebbe solo trasmettere notizie, verificando le fonti e adeguandole in un modo leggibile e comprensibile. Ma se questo passaggio é soggetto a valutazione e soprattutto a interpretazione in base alla redazione che fa propaganda di partito o imprenditoriale, allora le notizie non arriveranno mai a destinazione per quello che sono.
Qualcuno in passato disse che “un Paese ha l’informazione che si merita”. Ebbene mai affermazione potrebbe essere più attuale.
La domanda dunque é molto semplice. Vogliamo leggere le notizie per quello che sono o abbiamo bisogno di leggerle nel modo in cui asseconderebbero il nostro “credo” personale.
Nel secondo caso abbiamo un problema serio e dovremmo smetterla di incolpare solo i distributori di notizie. Se non lo avete capito, loro, a seconda del partito o del gruppo imprenditoriale, ci trasmettono le notizie cambiando solo il titolo ed il logo della testata, ma sempre ed esattamente nella misura in cui vogliamo che ci vengano trasmesse.
Ma é ovvio che il mio é solo un pensiero, posso sempre sbagliarmi.





