BOCA CHICA (Texas) – La corsa allo spazio compie un balzo storico. Questa mattina SpaceX ha lanciato con successo il sistema integrato Super Heavy-Starship nel suo primo volo orbitale, segnando un traguardo fondamentale nello sviluppo del vettore più potente mai costruito dall’uomo, perno delle future missioni commerciali e del programma lunare della NASA. Il decollo …
BOCA CHICA (Texas) – La corsa allo spazio compie un balzo storico. Questa mattina SpaceX ha lanciato con successo il sistema integrato Super Heavy-Starship nel suo primo volo orbitale, segnando un traguardo fondamentale nello sviluppo del vettore più potente mai costruito dall’uomo, perno delle future missioni commerciali e del programma lunare della NASA.

Il decollo è avvenuto alle 8:49 locali (le 14:49 in Italia) dalla base Starbase, sulla costa texana del Golfo del Messico. Con una colonna di fiamme sprigionata dai 33 motori Raptor a metano, il gigante d’acciaio alto oltre 120 metri si è staccato dalla rampa imprimendo una spinta record di oltre 7.000 tonnellate — circa il doppio rispetto al lanciatore SLS dell’agenzia spaziale statunitense.
Nonostante lo spegnimento prematuro di uno dei propulsori del primo stadio durante la fase iniziale di ascesa, il computer di bordo ha compensato l’anomalia consentendo al vettore di proseguire la rotta verso sud-est.
La separazione a caldo e il rientro del booster
A due minuti e venti secondi dal via, si è ripetuta con successo la manovra di hot staging: i sei motori dello stadio superiore (la navetta Starship vera e propria) si sono accesi pochi istanti prima del distacco dal gigantesco booster Super Heavy.
Mentre la navetta proseguiva la sua salita verso lo spazio, il primo stadio ha invertito la rotta per rientrare verso il Texas. Nonostante un ulteriore inconveniente a un propulsore durante la frenata di ritorno (boost-back burn), il Super Heavy ha completato una discesa controllata, chiudendo la manovra con un ammaraggio verticale nelle acque del Golfo, a poche miglia dalla costa.
SpaceX ha optato in questa missione per un recupero in mare anziché l’aggancio al volo tramite i bracci meccanici della torre di lancio (i cosiddetti “chopstick”), privilegiando la raccolta dati e la verifica dei recenti aggiornamenti hardware e software introdotti dopo il precedente test.
Verso l’orbita e il rilascio dei nuovi satelliti
Per la Starship l’ascesa non è stata priva di brividi: anche uno dei suoi sei motori Raptor si è arrestato prima del previsto durante la prima spinta. Tuttavia, l’analisi telemetrica in tempo reale ha confermato l’integrità strutturale del veicolo, consentendo al centro di controllo guidato da Elon Musk di autorizzare una seconda accensione con un singolo motore, che ha inserito la navetta su un’orbita a circa 290 chilometri di quota.
Una volta stabilizzata la traiettoria, il portellone di carico situato nel muso del velivolo ha avviato il rilascio di 26 satelliti internet Starlink di terza generazione — unità ad alta capacità accreditate di prestazioni dieci volte superiori rispetto ai modelli precedenti.
Il tassello chiave per il ritorno umano sulla Luna
Dopo 13 test suborbitali, il raggiungimento dell’orbita rappresenta uno snodo cruciale per SpaceX e per la stessa NASA. La missione Artemis, che punta a riportare astronauti sulla superficie lunare nel 2028, dipenderà strettamente da una variante della Starship utilizzata come lander umano.
Per raggiungere il nostro satellite, la Starship dovrà prima essere rifornita direttamente nello spazio attraverso molteplici voli di navette-cisterna: una complessa operazione di trasferimento di propellente criogenico in orbita mai tentata su scala industriale, per la quale questo volo apre ufficialmente la strada.
La missione odierna prevede sei orbite attorno alla Terra prima della manovra di deorbit, programmata a poco meno di nove ore dal liftoff. La Starship affronterà poi il rientro atmosferico protetta dallo scudo termico, frenando attraverso una nube di plasma rovente prima di raddrizzarsi in posizione verticale per l’ammaraggio finale nell’Oceano Pacifico, al largo delle coste del Cile, a coronamento di un volo test pianificato per una durata complessiva di nove ore e cinquanta minuti.





