Accordo decennale per il Circus, che colma un’assenza lunga oltre trent’anni e completa la presenza in tutti i continenti abitati. Soddisfatto Hamilton, promotore dell'iniziativa. La Formula 1 si prepara a fare il suo atteso ritorno nel continente africano dopo oltre tre decenni di assenza. È stato infatti ufficializzato un accordo decennale che vedrà il Ruanda …
Accordo decennale per il Circus, che colma un’assenza lunga oltre trent’anni e completa la presenza in tutti i continenti abitati. Soddisfatto Hamilton, promotore dell’iniziativa.
La Formula 1 si prepara a fare il suo atteso ritorno nel continente africano dopo oltre tre decenni di assenza. È stato infatti ufficializzato un accordo decennale che vedrà il Ruanda entrare stabilmente nel calendario iridato a partire indicativamente dal 2032, con la possibilità di anticipare il debutto al 2031. L’ultima apparizione della massima serie in Africa risale al Gran Premio del Sudafrica del 1993, disputato sullo storico tracciato di Kyalami durante l’era di Bernie Ecclestone.

L’annuncio accoglie le ripetute richieste avanzate negli anni da Lewis Hamilton, che si è a lungo battuto affinché il Circus tornasse a gareggiare in Africa per garantire una reale rappresentanza globale al campionato.
L’annuncio di Domenicali: «Un momento epocale»
A sancire l’intesa è stato il CEO della Formula 1, Stefano Domenicali, che ha definito l’accordo una pietra miliare nella storia della disciplina:
«Oggi viviamo un momento epocale per la Formula 1. Con l’ingresso del Ruanda nel calendario a partire dal prossimo decennio, il nostro sport correrà in ogni continente abitato, portando il campionato mondiale sempre più vicino agli appassionati di tutto il pianeta. L’Africa è sempre stata parte integrante del nostro futuro. Fin dall’inizio eravamo determinati a tornarci nel modo giusto: con il partner ideale, un impegno a lungo termine e una visione chiara volta a generare un impatto significativo».
Domenicali ha poi espresso formale gratitudine alle istituzioni locali e ai vertici federali: «Desidero ringraziare il Presidente della Repubblica del Ruanda, Paul Kagame, il governo ruandese, il Rwanda Development Board, il presidente della FIA Mohammed Ben Sulayem e tutti coloro la cui dedizione ha reso possibile questo traguardo».
Oltre lo sport: impatto economico e un bacino di 100 milioni di tifosi
Il progetto, che prevede la costruzione di un impianto dedicato, punta a un’eredità che vada oltre il weekend di gara:
«Non si tratta soltanto di ospitare un Gran Premio», ha sottolineato il dirigente imolese. «Insieme possiamo generare benefici economici e sociali duraturi attraverso il turismo, gli investimenti, la formazione professionale e lo sviluppo delle imprese locali, assicurando che le ricadute positive vengano percepite dalle generazioni future. Per il nostro pubblico è un momento entusiasmante: l’Africa conta oltre 100 milioni di appassionati di F1, un dato in rapida crescita. Portiamo l’adrenalina e lo spettacolo più vicino a milioni di persone che attendevano da tempo questo momento».




