Scontri violenti, feriti gravi e centinaia di istituti paralizzati. La protesta dei giovani sfida la manovra economica del governo Lecornu, costretto a una stretta da 54 miliardi di euro. PARIGI – Non si ferma l’ondata di proteste studentesche che sta scuotendo la Francia. Quello che era iniziato alla fine del mese scorso a Parigi come …
Scontri violenti, feriti gravi e centinaia di istituti paralizzati. La protesta dei giovani sfida la manovra economica del governo Lecornu, costretto a una stretta da 54 miliardi di euro.
PARIGI – Non si ferma l’ondata di proteste studentesche che sta scuotendo la Francia. Quello che era iniziato alla fine del mese scorso a Parigi come un movimento di dissenso per le carenze del sistema scolastico si è trasformato in una vera e propria rivolta nazionale, segnata da scontri durissimi con le forze dell’ordine, incendi, feriti gravi e una raffica di arresti senza precedenti.

Il bilancio degli scontri: feriti e migliaia di minorenni fermati
Centinaia di istituti superiori e scuole restano sbarrati in tutto il Paese, mentre i picchetti studenteschi continuano a bloccare gli ingressi. Il bilancio fornito lunedì sera dal ministro dell’Istruzione, Édouard Geffray, è pesante: sono almeno 190 gli studenti rimasti feriti. A Lens, nel nord della Francia, un ragazzo di appena 15 anni avrebbe perso una mano durante gli scontri con la polizia antisommossa.
I dati diffusi dal ministero della Giustizia fotografano la portata della repressione: sono 5.060 le persone arrestate dall’inizio delle mobilitazioni, e l’87% di esse sono minorenni. Se da un lato il ministro Geffray ha ammesso nei giorni scorsi che il movimento «era legittimo in partenza», il ministero dell’Interno ha invece alzato i toni, dichiarando che le violenze «non hanno più nulla a che vedere con la legittima espressione delle rivendicazioni degli studenti».
Le ragioni della protesta e la linea dei sindacati
Al centro del malcontento dei ragazzi ci sono problemi strutturali denunciati da tempo: la grave carenza di docenti, gli orari giornalieri giudicati massacranti e lo stato fatiscente e degradato di molti complessi scolastici.
Il sindacato studentesco L’Union Étudiante ha ribadito che le mobilitazioni proseguiranno in tutta la Francia: «Chiediamo risorse per i giovani», si legge nella nota diffusa dall’organizzazione. «Invitiamo a proseguire la mobilitazione in ogni sua forma: presidi, blocchi e cortei».
L’impasse del governo Lecornu tra tagli e debito sovrano
L’esecutivo guidato dal primo ministro Sébastien Lecornu si trova però con le mani legate: i margini di manovra fiscale per finanziare l’istruzione sono pressoché nulli. La Francia si appresta ad affrontare una sessione di bilancio ad alta tensione in un clima di forte frammentazione politica e incertezza economica.
Il ministro delle Finanze, Roland Lescure, ha spiegato che la legge di bilancio punta a una manovra correttiva lacrime e sangue da 54 miliardi di euro, che prevede anche il congelamento degli stipendi per i dipendenti pubblici, inclusi gli insegnanti.
I parlamentari hanno 70 giorni per esaminare ed emendare il testo presentato giovedì dal governo. Lo spettro di una nuova crisi politica è concreto: in passato lo stallo parlamentare ha già fatto cadere diversi esecutivi e ha costretto i governi a ricorrere a poteri speciali per aggirare l’Assemblea Nazionale. Le tensioni su spesa pubblica e debito stanno intanto mettendo sotto pressione i titoli di Stato francesi (OAT), zavorrati dalle preoccupazioni dei mercati internazionali sulla tenuta dei conti di Parigi.





