L’ultima magia di Messi: il Monumental saluta la “Pulce” dopo 21 anni di leggenda

Contro il Benin l'atto finale con l'Argentina del fuoriclasse trentanovenne. La fascia passa a Romero, mentre il ct Scaloni prepara il futuro: «Nessuno toccherà la numero 10 fino al fischio finale». BUENOS AIRES — Ci saranno circa 85.000 spettatori sugli spalti e milioni di tifosi incollati agli schermi di tutto il mondo per l'ultimo atto …

Contro il Benin l’atto finale con l’Argentina del fuoriclasse trentanovenne. La fascia passa a Romero, mentre il ct Scaloni prepara il futuro: «Nessuno toccherà la numero 10 fino al fischio finale».

BUENOS AIRES — Ci saranno circa 85.000 spettatori sugli spalti e milioni di tifosi incollati agli schermi di tutto il mondo per l’ultimo atto con l’Albiceleste del loro idolo. All’Estadio Monumental di Buenos Aires va in scena l’amichevole contro il Benin, la partita che farà calare definitivamente il sipario sui 21 anni di carriera internazionale di Lionel Messi, 39 anni.

L'ultima magia di Messi: il Monumental saluta la "Pulce" dopo 21 anni di leggenda

Il recordman assoluto di presenze nella storia argentina saluta la nazionale a due mesi e mezzo dalla sconfitta nella finale mondiale contro la Spagna. Una decisione maturata con lucidità e annunciata lo scorso agosto: «Ho dato tutto, non ho più nulla da offrire. E poi ci sono giovani straordinari che meritano spazio».

Lunedì scorso il fuoriclasse ha svolto il suo ultimo allenamento con il gruppo nel centro federale di Ezeiza, che porta proprio il suo nome. Fuori dai cancelli, l’emozione dei tifosi era palpabile: «Non gli si poteva chiedere di più, finisce qui», racconta Nahuel Nieva, un commesso che ha preso un giorno di ferie pur di vederlo all’opera un’ultima volta. Messi ha ancora un contratto con l’Inter Miami fino al 2028, ma la scomparsa del padre Jorge, avvenuta due mesi fa, potrebbe anticipare anche l’addio definitivo al calcio giocato.

Il passaggio di consegne e la nuova generazione

L’Argentina non ha badato a spese per celebrare uno dei più grandi calciatori di tutti i tempi. In campo ci saranno molti dei protagonisti del trionfo mondiale in Qatar, chiamati ora a guidare la transizione post-Messi: da Cristian “Cuti” Romero ad Alexis Mac Allister ed Enzo Fernández, fino a Julián Álvarez e Lautaro Martínez. Al termine del match, sarà proprio Romero a ereditare la fascia di capitano.

Il commissario tecnico Lionel Scaloni ha il compito di colmare il vuoto lasciato dal capitano, ma le indicazioni arrivate dalle nuove leve — alcune delle quali non erano ancora nate quando Messi debuttò nel 2005 — sono più che promettenti. Nelle prime uscite senza il numero 10 dopo la finale iridata, l’Argentina ha travolto la Bolivia per 4-0 a Córdoba, per poi imporsi con un perentorio 7-0 contro il Burkina Faso proprio al Monumental, match illuminato dalle prime reti in nazionale dei giovani talenti Franco Mastantuono e Gianluca Prestianni.

Vittorie che hanno contribuito a spazzare via le scorie della finale mondiale persa contro la Spagna, una serata amara in cui un Messi visibilmente esausto e una squadra apparsa nervosa avevano chiuso tra le polemiche e le successive sanzioni disciplinari.

Un’eredità irripetibile

I numeri di Messi con la maglia dell’Argentina restano monumentali: record di presenze e primato di marcature, con 125 gol e 68 assist in 207 partite.

Conquistando il Mondiale in Qatar nel 2022 e spezzando un digiuno che durava da 36 anni, la “Pulce” si è guadagnata la gratitudine eterna del popolo argentino, consacrandosi erede naturale di Diego Armando Maradona. Nel suo palmarès con la maglia albiceleste figurano anche:

  • Il Mondiale Under-20 del 2005
  • L’oro olimpico a Pechino 2008
  • Le due edizioni della Coppa America (2021 e 2024)
  • La Finalissima intercontinentale del 2022 contro l’Italia

Un cammino leggendario segnato però anche da cocenti amarezze: le lacrime nella finale mondiale del 2014 contro la Germania, la delusione recente contro la Spagna e la sconfitta ai rigori nella Coppa America del 2016 contro il Cile.

Resta aperto un solo interrogativo: chi indosserà ora la maglia più pesante del calcio mondiale? Scaloni ha fissato il confine con chiarezza: «Finché Leo sarà in campo, la numero 10 non la toccherà nessuno. Da domani, si vedrà».

Davide Lionelli

Davide Lionelli

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