Il ritorno della USS Abraham Lincoln: abbracci al porto dopo dieci mesi in mare, ma non mancano le polemiche

Un boato di gioia ha rotto l'attesa sul molo della base aeronavale di North Island a Coronado, in California. Dopo 321 giorni di missione — di cui oltre 250 trascorsi ininterrottamente in mare — la portaerei USS Abraham Lincoln è rientrata giovedì nel porto di San Diego, riportando a casa oltre 4.500 tra marinai e …

Un boato di gioia ha rotto l’attesa sul molo della base aeronavale di North Island a Coronado, in California. Dopo 321 giorni di missione — di cui oltre 250 trascorsi ininterrottamente in mare — la portaerei USS Abraham Lincoln è rientrata giovedì nel porto di San Diego, riportando a casa oltre 4.500 tra marinai e marines.

Ad attenderli sotto il sole per ore c’erano centinaia di familiari, amici e colleghi. Mentre il colosso d’acciaio completava la manovra di attracco con l’equipaggio schierato sull’attenti sul ponte di volo, la rigida disciplina militare ha lasciato rapidamente spazio all’emozione: braccia alzate in segno di saluto, telefonate commosse e lacrime tra chi era a bordo e chi aspettava a terra. Tra le scene più toccanti quella di McKenzie Adkins, giunta sul molo con in braccio il piccolo Declan, dieci settimane di vita, per farlo conoscere per la prima volta al papà Alexander, appena sbarcato.

Il ritorno della USS Abraham Lincoln: abbracci al porto dopo dieci mesi in mare, ma non mancano le polemiche

La missione in Medio Oriente

Il gruppo d’attacco guidato dalla Lincoln ha trascorso la maggior parte dei dieci mesi di dispiegamento nelle acque mediorientali, fornendo supporto strategico alle operazioni statunitensi nell’area di crisi con l’Iran. Concluso il pattugliamento a fine agosto, quando è stata rilevata dalla USS George Washington proveniente dal Giappone, la portaerei ha intrapreso la rotta di rientro facendo scalo tecnico in Thailandia e a Guam.

L’ombra delle critiche sulle condizioni a bordo

Accanto alle celebrazioni per un traguardo operativo da record, la missione prolungata ha sollevato forti polemiche a Washington. Durante i lunghi mesi di navigazione continua, sono emerse segnalazioni allarmanti riguardanti carenze di rifornimenti, guasti all’impianto idraulico di bordo e, soprattutto, un crescente disagio psicologico tra i membri dell’equipaggio denunciato dalle famiglie.

La vicenda ha attirato l’attenzione del Congresso: diversi esponenti democratici hanno espresso indignazione, chiedendo spiegazioni formali e verifiche approfondite ai vertici della Marina. Da parte sua, il Pentagono ha respinto le accuse, difendendo gli standard di vivibilità e il supporto garantito all’equipaggio per l’intera durata della missione.

Martina Rusconi

Martina Rusconi

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