CALIFORNIA — Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche di Brian Seibert, l'alpinista californiano di 53 anni disperso nei giorni scorsi dopo aver raggiunto la vetta del Mount Morgan, cima che supera i 3.900 metri nella Sierra Nevada. L'uomo è precipitato da un costone roccioso alla base del Grand Central Couloir, compiendo una …
CALIFORNIA — Si sono concluse nel modo più drammatico le ricerche di Brian Seibert, l’alpinista californiano di 53 anni disperso nei giorni scorsi dopo aver raggiunto la vetta del Mount Morgan, cima che supera i 3.900 metri nella Sierra Nevada. L’uomo è precipitato da un costone roccioso alla base del Grand Central Couloir, compiendo una caduta definita dalle autorità «non sopravvivibile».

L’ultimo sms prima del silenzio
Domenica 4 ottobre, intorno alle 19:00, Seibert aveva inviato un messaggio di testo per rassicurare i familiari, annunciando di aver iniziato la discesa dopo aver toccato la vetta. Il suo rientro era previsto per le 23:30, ma a destinazione non è mai arrivato.
L’allarme è scattato formalmente lunedì 5 ottobre, facendo partire una massiccia operazione coordinata dal team di soccorso dello sceriffo della contea di Mono (Mono County Sheriff’s Search and Rescue).
Una complessa caccia agli indizi in alta quota
Per rintracciare lo scalatore, i soccorritori e gli analisti hanno messo in campo un lavoro combinato di tecnologia e perlustrazione sul campo:
- Analisi topografica e forense: confronto fotografico dei versanti, tracciamento delle celle telefoniche e ispezione cinofila dell’auto di Seibert al punto di partenza.
- Supporto aereo pesante: l’intervento di un elicottero CH-47 Chinook della Guardia Nazionale della California ha permesso di sbarcare le squadre di ricerca direttamente a circa 3.800 metri di altitudine per battere i canaloni più impervi.
L’individuazione e il recupero
La svolta è arrivata poco dopo le 14:00 di martedì 6 ottobre, quando un equipaggio aereo ha notato un’anomalia visiva sul fondo del Grand Central Couloir, ripido canalone orientato a est che scende dalla cresta sommitale. Una squadra di terra, che stava già seguendo un’unica traccia di passi in discesa nella neve e tra i detriti, ha raggiunto il punto confermando che si trattava del corpo di Seibert.
Le condizioni ambientali estreme e la distanza dalla più vicina zona di atterraggio hanno reso impossibile il recupero immediato nella stessa serata di martedì. L’operazione è stata completata all’alba di mercoledì grazie a un elicottero specializzato in manovre short-haul del Parco Nazionale di Yosemite, supportato dai tecnici del soccorso alpino locale (YOSAR).





