Doveva essere il momento culminante della festa parrocchiale, si è trasformato in una strage. A Temascalcingo, comune di 66.000 abitanti nel cuore del Messico, un deposito di materiale pirotecnico è saltato in aria sabato sera davanti alla chiesa di Nuestra Señora de la Luz. L'onda d'urto ha abbattuto una parete e travolto la folla: il …
Doveva essere il momento culminante della festa parrocchiale, si è trasformato in una strage. A Temascalcingo, comune di 66.000 abitanti nel cuore del Messico, un deposito di materiale pirotecnico è saltato in aria sabato sera davanti alla chiesa di Nuestra Señora de la Luz. L’onda d’urto ha abbattuto una parete e travolto la folla: il primo bilancio parla di almeno 10 morti e 64 persone rimaste ferite, compresi due sacerdoti.

Centinaia di residenti si erano dati appuntamento sul sagrato per il consueto spettacolo pirotecnico. Poi il boato. Nei video amatoriali condivisi in rete si scorgono i momenti immediatamente successivi: un’aria irrespirabile satura di fumo grigio e testimoni sotto shock che scavano tra i calcinacci per estrarre i feriti prima dell’arrivo dei soccorsi.
Mentre la Procura dello Stato del Messico cerca di ricostruire la dinamica e accertare eventuali negligenze, il Paese si ritrova a fare i conti con l’ennesimo dramma legato alla gestione dei fuochi d’artificio. Pur regolamentata, la pirotecnica resta una componente radicata e diffusa nelle ricorrenze sacre e popolari messicane, spesso al centro di incidenti analoghi — come quello registrato a Huejutla, nello stato di Hidalgo, che provocò 17 feriti.





