Oggi mi chiamo Taraneh e Romina Rahimi 

Ci siamo abituati troppo in fretta. Abbiamo dato per scontato troppe cose in un mondo che ha l’abitudine di non dare mai nulla per scontato. Chi ci ha preceduto é passato attraverso decenni e secoli di guerre solo per concederci il lusso di poter scegliere. Si può essere di sinistra, di destra o di centro, poco importa. …

Ci siamo abituati troppo in fretta. Abbiamo dato per scontato troppe cose in un mondo che ha l’abitudine di non dare mai nulla per scontato. Chi ci ha preceduto é passato attraverso decenni e secoli di guerre solo per concederci il lusso di poter scegliere. 
Si può essere di sinistra, di destra o di centro, poco importa. La libertà da sempre ha lo stesso valore per tutti. 

Ma noi con il tempo abbiamo perso il rispetto verso la nostra stessa libertà, l’abbiamo messa da qualche parte in cantina, probabilmente a prendere polvere e a riempirsi di muffa. Sappiamo che é lì e la diamo per scontata.
Ancora oggi, 8 Settembre 2026, in molti Paesi sparsi per il mondo pagherebbero per avere anche solo una piccolissima parte di ciò che noi diamo per scontato e questo lascia un sapore amaro in bocca, quasi come se la nostra stessa scontata libertà non possa essere pienamente goduta. 

Nell’era delle condivisioni, non possiamo girarci dall’altra parte nel sapere che ci sono ancora paesi come l’Iran dove qualcuno decide quanto la nostra libertà debba essere limitata e condizionata. 

Tra l’8 e il 9 gennaio del 2026 due sorelle diciannovenni, vennero prelevate a notte fonda dalle loro abitazioni a Isfahan da uomini incappucciati appartenenti al Corpo delle Guardie Rivoluzionarie iraniane. 

Le due ragazze si chiamano Taraneh e Romina Rahimi. Una rischia 25 anni di carcere e l’altra la pena di morte solo perché hanno protestato contro il regime al comando. 

Oggi mi chiamo Taraneh e Romina Rahimi 

Sono state violentate, massacrate di botte e torturate. Hanno strappato loro i capelli e costretto una delle due a firmare una confessione falsata per evitare che la sorella potesse essere violentata davanti ai suoi occhi.

Ecco dove muore la libertà. Ecco perché la nostra libertà non può essere totale. 
Oggi siamo tutti un pò Taraneh e Romina. Oggi ci rendiamo conto che la nostra stessa libertà che abbiamo lasciato nello scantinato per anni ha preso colore sbiadito e un odore di muffa fastidioso. 

Sappiamo bene quanto qualsiasi dialogo con l’Iran sia pressoché impossibile in questo momento storico, ma non provarci nemmeno sarebbe una sconfitta totale per tutti noi. 
Ecco perché anche solo parlarne ci aiuta a ritrovare il senso e il valore di ciò che chiamiamo libertà. Ecco perché oggi la nostra stessa libertà, mentre leggiamo queste righe, grazie alla storia di Taraneh e Romina d’improvviso ha perso l’odore della muffa e ripreso il suo colore originario. 

Grazie a Taraneh e Romina da oggi probabilmente smetteremo di dare per scontato ciò che definiamo libertà. 

Giuliano Ciapparelli

Giuliano Ciapparelli

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