Camminare a passo svelto potrebbe ridurre il rischio di morte in alcuni adulti: uno studio

Non è solo la quantità di passi a fare la differenza per la longevità, ma anche l’intensità con cui li si compie. Secondo un recente studio condotto da ricercatori australiani e spagnoli e pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno può ridurre significativamente il rischio …

Non è solo la quantità di passi a fare la differenza per la longevità, ma anche l’intensità con cui li si compie. Secondo un recente studio condotto da ricercatori australiani e spagnoli e pubblicato sul British Journal of Sports Medicine, camminare a passo svelto per almeno 30 minuti al giorno può ridurre significativamente il rischio di morte prematura, persino in chi conduce una vita prevalentemente sedentaria.

Camminare a passo svelto potrebbe ridurre il rischio di morte in alcuni adulti: uno studio

L’indagine ha monitorato circa 70.000 adulti tra i 40 e i 69 anni, suddividendoli in quattro fasce di attività quotidiana:

  • Meno di 5.000 passi al giorno (soglia considerata sedentaria)
  • Tra 5.000 e 7.500 passi
  • Tra 7.500 e 10.000 passi
  • Oltre 10.000 passi al giorno

Oltre al volume complessivo dei passi, il team ha misurato la “cadenza massima su 30 minuti”, ossia la media dei passi al minuto registrata nella mezz’ora più attiva della giornata di ciascun partecipante.

Dai dati è emerso che gli individui appartenenti alla fascia sedentaria (sotto i 5.000 passi), ma capaci di mantenere una cadenza tra i 60 e i 90 passi al minuto durante la loro mezz’ora più intensa, mostravano un tasso di mortalità nettamente inferiore rispetto a chi camminava a ritmi più blandi. I benefici osservati nei camminatori veloci da meno di 5.000 passi si sono rivelati paragonabili a quelli di chi percorreva tra i 5.000 e i 7.500 passi giornalieri, ma a velocità ridotta.

Il dottor Nicholas Koemel, ricercatore senior presso la Monash University, ha spiegato che la velocità può compensare, almeno in parte, la carenza di movimento complessivo: «Tra le persone che accumulano meno di 5.000 passi al giorno, un ritmo più sostenuto è associato a un rischio ridotto di morte precoce. L’intensità rappresenta un valido compromesso quando non si ha la possibilità di camminare a lungo».

Il beneficio massimo in termini di riduzione della mortalità è stato registrato nella fascia tra 7.500 e 10.000 passi al giorno, un intervallo in cui il vantaggio protettivo rimane elevato indipendentemente dalla rapidità della camminata.

Non mancano alcuni limiti metodologici, tra cui il fatto che per l’inclusione nell’analisi era sufficiente la registrazione di soli tre giorni di monitoraggio dell’attività. Ciononostante, gli autori sottolineano come la ricerca superi il dogma del “conteggio assoluto dei passi”, offrendo nuove prospettive per le linee guida di salute pubblica destinate ad adulti e anziani.

Il messaggio pratico è chiaro: sia il volume che l’andatura incidono sulla salute cardiovascolare e generale. Per chi non trova il tempo o il modo di raggiungere traguardi giornalieri elevati, accelerare il passo per mezz’ora al giorno rappresenta una strategia efficace e accessibile per allungare la vita.

Davide Lionelli

Davide Lionelli

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