Il CEO Tim Sweeney annuncia una transizione massiccia verso gli strumenti generativi nei videogiochi: "Basta codice scritto a mano". Tra polemiche sui social e recenti licenziamenti, si riaccende il dibattito sul lavoro creativo. Epic Games, il colosso statunitense dietro al fenomeno Fortnite, si prepara a una svolta epocale: puntare in modo massiccio sull'intelligenza artificiale nello …
Il CEO Tim Sweeney annuncia una transizione massiccia verso gli strumenti generativi nei videogiochi: “Basta codice scritto a mano”. Tra polemiche sui social e recenti licenziamenti, si riaccende il dibattito sul lavoro creativo.
Epic Games, il colosso statunitense dietro al fenomeno Fortnite, si prepara a una svolta epocale: puntare in modo massiccio sull’intelligenza artificiale nello sviluppo dei suoi videogiochi. A renderlo noto è stato lo stesso fondatore e CEO dell’azienda, Tim Sweeney, annunciando sui social che i team interni sono già al lavoro per riorganizzarsi e garantire «la massima accelerazione tramite IA».

Lo stop al progetto Disney e l’addio al codice “manuale”
La mossa coincide con indiscrezioni su un rallentamento nei piani industriali della casa di sviluppo. Secondo quanto riportato da Bloomberg, Epic avrebbe posticipato l’uscita dell’attesa collaborazione con Disney — un universo condiviso destinato a includere i franchise di Star Wars e Marvel.
I dettagli sul titolo restano riservati, ma fonti interne citate dalla testata finanziaria rivelano che ai programmatori sarebbe stato chiesto di sfruttare strumenti di intelligenza artificiale per completare lo sviluppo. Le direttive impartite dal management sarebbero state perentorie: «Niente più codice scritto a mano» e passaggio completo ad asset grafici e artistici generati interamente tramite flussi di lavoro basati su IA. Interpellata sul tema e sul presunto rinvio del progetto Disney, Epic Games non ha al momento rilasciato dichiarazioni ufficiali.
Sweeney difende la strategia: «Non si torna indietro»
Pur senza commentare direttamente la partnership con Disney, Sweeney ha approfondito la visione del gruppo in una serie di post su X. L’obiettivo, assicura il numero uno di Epic, non è «fare le stesse cose con meno personale», bensì offrire agli sviluppatori strumenti per produrre «di più e meglio», definendo il processo una forma di «emancipazione e potenziamento» per i creatori.
Le dichiarazioni hanno però scatenato dure reazioni online. Tra le risposte con maggior seguito al thread di Sweeney — una delle quali ha superato i 14.000 mi piace —, molti utenti e addetti ai lavori hanno accusato l’amministratore delegato di «non saper leggere la stanza», ignorando la crescente preoccupazione del settore per l’impatto dell’automazione sul lavoro umano.
Sweeney non ha esitato a replicare:
«Gran parte della stanza vorrebbe che fossimo ancora nel 2016, ma non è così. Il nostro compito, in quanto fornitori di tecnologia e strumenti per gran parte dell’industria, è progettare per il presente reale e per il futuro che si sta delineando».
Per il CEO, accelerare sull’automazione rappresenta per Epic «il modesto obiettivo di sopravvivere alla rivoluzione dell’IA», arrivando a produrre «codice e contenuti migliori in tempi più rapidi».
Lo spettro dei licenziamenti e le tensioni nel settore
La virata tecnologica arriva a sei mesi di distanza da una pesante riorganizzazione interna, culminata con il licenziamento di oltre 1.000 dipendenti. All’epoca, Sweeney aveva attribuito i tagli a un calo di coinvolgimento degli utenti su Fortnite, escludendo correlazioni dirette con l’intelligenza artificiale.
Ciononostante, l’annuncio getta nuova benzina sul fuoco di una controversia ormai aperta in tutta l’industria culturale e dell’intrattenimento: fino a che punto l’efficienza algoritmica può sostituire la firma autoriale e il talento umano senza snaturare il processo creativo?





