PALM BEACH COUNTY — Emerge un quadro drammatico dalle indagini sull'incidente aereo avvenuto domenica scorsa nella contea di Palm Beach, costato la vita a nove persone. I rottami del Learjet 60 sono stati individuati fino a oltre 6 chilometri (circa 3,8 miglia) di distanza dal cratere d'impatto principale, elemento che conferma quasi con certezza che …
PALM BEACH COUNTY — Emerge un quadro drammatico dalle indagini sull’incidente aereo avvenuto domenica scorsa nella contea di Palm Beach, costato la vita a nove persone. I rottami del Learjet 60 sono stati individuati fino a oltre 6 chilometri (circa 3,8 miglia) di distanza dal cratere d’impatto principale, elemento che conferma quasi con certezza che l’aeromobile abbia iniziato a disintegrarsi mentre era ancora in quota.

A renderlo noto martedì in conferenza stampa è stato Tom Chapman, membro del National Transportation Safety Board (NTSB). Tra i frammenti rinvenuti a grande distanza figura una sezione fondamentale della coda: l’equilibratore di quota (elevator), trovato spezzato in tre tronconi.
«La funzione dell’equilibratore è gestire l’assetto di salita e discesa del velivolo», ha spiegato Chapman. Senza questa superficie di controllo integra, per i piloti è stato impossibile richiamare il jet dalla picchiata. «A quelle velocità è difficile stabilire se l’equilibratore sarebbe comunque bastato a evitare l’impatto, ma la certezza che sia andato perduto prima dello schianto rappresenta una prova cruciale che indirizzerà i prossimi accertamenti tecnici».
I drammatici minuti del “Mayday”: ghiaccio e turbolenze estreme
Le registrazioni delle comunicazioni con la torre di controllo documentano la lotta disperata dell’equipaggio prima dello schianto e dell’esplosione finale. Il Learjet 60, decollato da Austin, in Texas, e diretto alle Bahamas, è precipitato rapidamente dopo essere finito in condizioni meteo proibitive.
La copilota, la ventenne Nathalia Gadelha Filgueiras, ha segnalato ai controllori di volo una rapida formazione di ghiaccio sulla fusoliera e forti turbolenze che stavano sballottando l’aereo con oscillazioni di oltre 200 metri (700 piedi). Pochi istanti dopo è arrivata la dichiarazione formale di «Mayday», con l’annuncio di una discesa incontrollata. Negli ultimi secondi dell’audio, mentre il jet precipitava verso il suolo, si ode distintamente in sottofondo la voce di un uomo recitare il Padre Nostro: amici e familiari ritengono si tratti dell’altro pilota, il cinquantacinquenne Jeff Gregory.
Identificate le nove vittime
Le autorità hanno ufficializzato l’identità di tutte le persone a bordo. Oltre ai due piloti, Gregory e Filgueiras, hanno perso la vita sette passeggeri: un’intera famiglia di Austin composta da Adam Robinson, Helen Sharp e i loro due bambini piccoli, Emma (4 anni) e Charlie (2 anni), insieme a tre conoscenti della coppia, Rachael Reed, Charmi Fehr e Anita Maria Cetina.
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