In un momento di crescente tensione geopolitica, il governo spagnolo ha varato un piano d'emergenza per mettere in sicurezza il mercato energetico nazionale. Il Ministro dell'Energia, Sara Aagesen, ha annunciato martedì che Madrid autorizzerà l'immissione sul mercato di circa 11,5 milioni di barili di petrolio attinti dalle proprie riserve strategiche.L'operazione, che si svilupperà nell'arco di …
In un momento di crescente tensione geopolitica, il governo spagnolo ha varato un piano d’emergenza per mettere in sicurezza il mercato energetico nazionale. Il Ministro dell’Energia, Sara Aagesen, ha annunciato martedì che Madrid autorizzerà l’immissione sul mercato di circa 11,5 milioni di barili di petrolio attinti dalle proprie riserve strategiche.
L’operazione, che si svilupperà nell’arco di 90 giorni, rappresenta una risposta diretta alle criticità causate dalla chiusura parziale dello Stretto di Hormuz, uno dei punti di transito marittimo più critici al mondo per il commercio di greggio.

Una strategia coordinata a livello globale
La mossa della Spagna non è isolata. Si inserisce infatti in un quadro di intervento internazionale coordinato dall’Agenzia Internazionale per l’Energia (AIE). L’obiettivo complessivo dell’organismo è quello di immettere sul mercato globale fino a 400 milioni di barili per stabilizzare i prezzi e garantire la continuità degli approvvigionamenti.
Secondo quanto dichiarato da Aagesen, l’attuazione del piano sarà immediata:
- Prima fase: Il rilascio del primo lotto di riserve inizierà entro i prossimi 15 giorni.
- Fasi successive: L’erogazione avverrà in modo graduale per evitare shock di mercato e monitorare l’evoluzione della crisi nello Stretto.
Il peso dello Stretto di Hormuz
La decisione di attingere alle scorte di sicurezza sottolinea la gravità della situazione in Medio Oriente. Attraverso lo Stretto di Hormuz transita circa un quinto del consumo mondiale di petrolio. La sua chiusura, anche se parziale, ha innescato timori di un “collo di bottiglia” logistico capace di far impennare i costi energetici in tutta Europa.
Attraverso questo rilascio, la Spagna mira a tranquillizzare le industrie e i consumatori, garantendo che le scorte accumulate negli anni siano sufficienti a coprire il fabbisogno nazionale mentre si cercano rotte alternative o soluzioni diplomatiche per sbloccare i flussi marittimi.





