COLOMBO – Il sistema sanitario dello Sri Lanka è sotto forte pressione a causa del peggior focolaio di dengue degli ultimi dieci anni. Per contenere l'epidemia, le autorità sanitarie si sono viste costrette a richiedere l'aiuto diretto delle forze armate. Le operazioni di emergenza spaziano dall'impiego di droni dell'Aeronautica Militare — usati per individuare le pozze d'acqua stagnante sui tetti …
COLOMBO – Il sistema sanitario dello Sri Lanka è sotto forte pressione a causa del peggior focolaio di dengue degli ultimi dieci anni. Per contenere l’epidemia, le autorità sanitarie si sono viste costrette a richiedere l’aiuto diretto delle forze armate.
Le operazioni di emergenza spaziano dall’impiego di droni dell’Aeronautica Militare — usati per individuare le pozze d’acqua stagnante sui tetti dopo le piogge monsoniche — fino all’impiego di agenti di polizia e militari per l’ispezione porta a porta di abitazioni, cantieri e scuole, con l’obiettivo di eliminare i focolai di riproduzione delle zanzare.

Numeri da Epidemia
Da inizio anno si contano già 53 decessi e oltre 76.000 contagi, guidati da un ceppo della malattia particolarmente virulento. Gli esperti temono che la situazione possa presto raggiungere i livelli del picco del 2017, quando si superarono i 100.000 casi.
- Esplosione a luglio: Nelle sole prime due settimane di luglio sono stati registrati oltre 18.000 nuovi casi, dopo che a giugno le infezioni avevano già toccato quota 21.537 (più del doppio rispetto al mese di maggio).
- Assenza di vaccini: Lo Sri Lanka non ha ancora introdotto una campagna vaccinale contro il virus.
“Per i medici la situazione è estremamente complessa a causa dell’improvviso e massiccio afflusso di pazienti,” spiega la dottoressa Lalindra Dias dall’ospedale generale di Negombo, una delle aree più colpite. Il solo presidio di Negombo ha preso in cura quasi 1.800 malati tra giugno e luglio, contro i circa 1.050 registrati nello stesso periodo dello scorso anno.
Un Sistema Sanitario al Limite
Per far fronte all’emergenza, gli ospedali stanno aggiungendo posti letto nei corridoi, convertendo interi reparti e prolungando i turni di medici e infermieri.
La crisi sanitaria si inserisce in un contesto già fortemente compromesso: lo scorso novembre, infatti, il ciclone Ditwahha devastato le infrastrutture del Paese — con danni stimati dalla Banca Mondiale per circa 1,4 miliardi di dollari — compromettendo gravemente anche diverse strutture sanitarie. Questa combinazione di fattori rischia di vanificare l’eccellente rapporto di ricovero dello Sri Lanka che, con circa 4 posti letto ogni 1.000 abitanti, supera la media globale.





