Il peggioramento del quadro geopolitico costringe la Federazione a rinunciare all'ultimo round del WRC a Gedda. Si attende a breve una decisione sul finale di stagione del Circus tra Qatar e Abu Dhabi, con il circuito del Santerno pronto a subentrare come piano B. Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente tornano a scuotere il …
Il peggioramento del quadro geopolitico costringe la Federazione a rinunciare all’ultimo round del WRC a Gedda. Si attende a breve una decisione sul finale di stagione del Circus tra Qatar e Abu Dhabi, con il circuito del Santerno pronto a subentrare come piano B.
Le crescenti tensioni geopolitiche in Medio Oriente tornano a scuotere il calendario del motorsport internazionale. La FIA ha ufficializzato la cancellazione del Rally d’Arabia Saudita, appuntamento che dal 12 al 15 novembre a Gedda avrebbe dovuto decretare la chiusura del World Rally Championship (WRC) 2026. La decisione, motivata dai “continui sviluppi regionali”, riaccende immediatamente l’allarme sulla conclusione del campionato di Formula 1.

Il presidente della FIA, Mohammed Ben Sulayem, ha commentato la rinuncia sottolineando la complessità della scelta: «Non sono decisioni facili da prendere, soprattutto considerando il grande lavoro svolto da tutte le parti coinvolte per preparare l’evento. Anche se la tappa del WRC non si disputerà quest’anno, la nostra fiducia negli organizzatori e nel futuro a lungo termine del rally resta immutata».
Formula 1 al bivio: il nodo Qatar-Abu Dhabi
L’annuncio mette sotto pressione i vertici della Formula 1, chiamati a sciogliere a stretto giro il nodo relativo al gran finale di stagione. Al momento, il calendario prevede le ultime due gare in Medio Oriente: il Gran Premio del Qatar il 29 novembre e la tradizionale passerella conclusiva ad Abu Dhabi il 6 dicembre.
Da Yas Island filtrano segnali di normalità — confermata di recente la line-up dei concerti con artisti come Imagine Dragons, Lewis Capaldi e The Script —, ma l’assenza di segnali distensivi tra Stati Uniti e Iran impone cautela. I vertici di Formula One Group hanno fissato una scadenza informale entro fine settembre per valutare la fattibilità delle trasferte e garantire ai team i margini operativi necessari alla logistica.
I segnali di allerta, d’altronde, si moltiplicano: anche la celebre 24 Ore di Dubai, prevista a gennaio a meno di 140 chilometri da Abu Dhabi, è stata ufficialmente dirottata in Sudafrica.
Imola pronta come piano d’emergenza
Qualora la situazione costringesse ad annullare la doppia tappa mediorientale, il Circus ha già individuato un’alternativa concreta: l’Autodromo Enzo e Dino Ferrari di Imola. Lo storico tracciato emiliano è stato allertato come sede di riserva per ospitare l’epilogo del campionato, verosimilmente nella stessa data fissata per Abu Dhabi (6 dicembre).
Non si tratterebbe del primo stravolgimento del 2026: già ad aprile la F1 era stata costretta a cancellare i GP di Bahrain e Arabia Saudita. Il Gran Premio del Bahrain è stato poi riprogrammato a Sepang, in Malesia, per il 4 ottobre.
Restano incognite anche sul debutto della stagione 2027, con il Bahrain designato per la gara inaugurale di marzo. Da Melbourne, intanto, gli organizzatori del Gran Premio d’Australia hanno già chiarito la propria posizione: nessuna disponibilità ad anticipare la gara per fare da tappabuco, la data australiana resta rigidamente blindata.





