San Francisco potrebbe essere colpita nei prossimi 30 anni da un terremoto fortissimo

SAN FRANCISCO – Cresce il rischio sismico per la Bay Area di San Francisco. Secondo un recente studio dello United States Geological Survey (USGS), la probabilità che un forte terremoto di magnitudo superiore a 6,7 colpisca l'area metropolitana entro i prossimi 30 anni è salita al 74%, con un incremento di circa due punti percentuali rispetto …

SAN FRANCISCO – Cresce il rischio sismico per la Bay Area di San Francisco. Secondo un recente studio dello United States Geological Survey (USGS), la probabilità che un forte terremoto di magnitudo superiore a 6,7 colpisca l’area metropolitana entro i prossimi 30 anni è salita al 74%, con un incremento di circa due punti percentuali rispetto alle stime precedenti.

San Francisco potrebbe essere colpita nei prossimi 30 anni da un terremoto fortissimo

L’aumento della pericolosità interessa diverse faglie ed è legato al fattore tempo: a più di dieci anni dall’ultima indagine complessiva, l’assenza prolungata di scosse violente ha favorito un progressivo accumulo di stress tettonico lungo la fagliazione.

Al centro dell’attenzione resta la faglia di San Andreas. «È la più lunga della California e, di conseguenza, quella in grado di generare i terremoti più devastanti», spiega la sismologa dell’USGS Lucy Jones. La faglia di San Andreas ha registrato il maggiore incremento percentuale, crescendo del 3,6% dall’ultimo monitoraggio.

Tuttavia, il pericolo più imminente riguarda il sistema di faglie Hayward-Rodgers Creek, dove la probabilità stimata di un evento tellurico di rilievo raggiunge il 34,3%. Questa frattura geologica corre direttamente sotto i centri densamente popolati della East Bay, attraversando città come Fremont, Hayward e Oakland, per poi estendersi a nord verso Santa Rosa. Lo scenario più critico per la regione prevede una rottura simultanea e interconnessa tra le due faglie, un evento che potrebbe scatenare un sisma fino a magnitudo 7,4.

La memoria della vulnerabilità locale si è riaccesa di recente a causa di una scossa breve ma intensa registrata nei pressi dello zoo di Oakland, sufficiente a destare allarme tra i residenti: «Ha iniziato a tremare tutto all’improvviso», racconta Caitlin Fitzpatrick. «Sono saltata in piedi e mi sono precipitata fuori con mio nipote di due anni e mezzo, che ha capito subito che si trattava di qualcosa di serio».

Nonostante le percentuali in aumento, la comunità scientifica ribadisce l’impossibilità di prevedere il momento esatto dell’innesco. «Potrebbero passare altri cento anni, oppure potrebbe accadere domani, o addirittura tra un minuto», avverte Jones, invitando a prepararsi non solo alle vittime, ma anche alle conseguenze strutturali a lungo termine: «Sottovalutiamo costantemente l’impatto sociale ed economico. Spesso ci concentriamo solo sulla paura di morire, dimenticando che un evento simile può mandare in bancarotta un’intera comunità».

Elisabetta Pergoli

Elisabetta Pergoli

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