Un commando di almeno sette uomini ha svuotato il magazzino toscano caricando due tir di Tignanello, Solaia e Guado al Tasso. Un furto da record ha colpito la storica casa vinicola Marchesi Antinori. Nella notte tra sabato e domenica, una banda organizzata ha fatto irruzione in uno dei principali depositi del gruppo in Toscana, sottraendo …
Un commando di almeno sette uomini ha svuotato il magazzino toscano caricando due tir di Tignanello, Solaia e Guado al Tasso.
Un furto da record ha colpito la storica casa vinicola Marchesi Antinori. Nella notte tra sabato e domenica, una banda organizzata ha fatto irruzione in uno dei principali depositi del gruppo in Toscana, sottraendo circa 30 mila bottiglie di etichette di altissimo pregio per un valore stimato vicino ai 5 milioni di euro. Il carico era già pronto per la spedizione a clienti internazionali.

Secondo le prime ricostruzioni, il colpo è stato pianificato ed eseguito con precisione chirurgica da almeno sette persone a volto coperto. I malviventi hanno disattivato i sistemi d’allarme, oscurato le telecamere di videosorveglianza e utilizzato gli stessi muletti dell’azienda per caricare due autoarticolati con pallet di Tignanello, Solaia e Guado al Tasso — eccellenze toscane con quotazioni tra i 150 e i 500 euro a bottiglia.
L’ammanco è stato scoperto dal personale soltanto lunedì mattina alla riapertura dello stabilimento.
La reazione dell’azienda
L’amministratore delegato di Antinori, Renzo Cotarella, ha definito l’accaduto un episodio senza precedenti nella storia vinicola del Paese:
«Un furto di tale portata e valore non si era mai verificato in Italia», ha dichiarato al Corriere della Sera, esprimendo comunque cauta fiducia nelle indagini: «Due camion carichi di merce non possono svanire nel nulla. Le strade toscane sono monitorate da telecamere; con un po’ di fortuna riusciremo a recuperare almeno una parte delle bottiglie».
Intervistato anche dal Financial Times, Cotarella ha evidenziato le difficoltà per i ricettatori di piazzare un bottino così riconoscibile sul mercato globale: «Sono vini di enorme prestigio: non so davvero come possano riuscire a venderli nel mondo senza farsi notare».
Il profilo dei ladri e i precedenti
La selezione mirata delle sole etichette di punta avvalora l’ipotesi che la banda comprendesse intenditori affiancati da basisti con una conoscenza dettagliata delle strutture aziendali e della logistica interna.
Fondato nel 1385, il marchio Marchesi Antinori è tra i più celebri ambasciatori dell’enologia italiana, con esportazioni in 170 Paesi e un fatturato che nell’ultimo esercizio ha raggiunto i 263 milioni di euro.
Il raid toscano si inserisce in una preoccupante escalation di furti nel settore vitivinicolo italiano: nei mesi scorsi, due colpi analoghi in Piemonte avevano fruttato carichi di bottiglie pregiate per centinaia di migliaia di euro. Al momento le forze dell’ordine non hanno eseguito arresti e le indagini proseguono a tutto campo.





