LISBONA — È rottura totale tra Cristiano Ronaldo e la nazionale portoghese. La Federcalcistica lusitana (FPF) ha sospeso il fuoriclasse quarantunenne dopo il clamoroso abbandono del ritiro durante l’ultima sosta per le nazionali, avviando contestualmente un formale procedimento disciplinare. La vicenda è finita sul tavolo della commissione investigativa della Federazione che, attraverso una nota diramata …
LISBONA — È rottura totale tra Cristiano Ronaldo e la nazionale portoghese. La Federcalcistica lusitana (FPF) ha sospeso il fuoriclasse quarantunenne dopo il clamoroso abbandono del ritiro durante l’ultima sosta per le nazionali, avviando contestualmente un formale procedimento disciplinare.
La vicenda è finita sul tavolo della commissione investigativa della Federazione che, attraverso una nota diramata sabato, ha specificato che gli atti rimarranno riservati fino al verdetto definitivo.

All’origine dello strappo, un duro scontro con il nuovo commissario tecnico Jorge Jesus per il mancato impiego nelle gare di Nations League. CR7, sceso in campo soltanto nella sfida inaugurale vinta 1-0 contro il Galles prima di essere sostituito, ha poi assistito dalla panchina al successo per 2-1 in Norvegia. A quel punto, indispettito per lo scarso minutaggio, ha lasciato la squadra. Sul rettangolo di gioco, tuttavia, il Portogallo non ha risentito della sua assenza: Gonçalo Ramos, promosso titolare al suo posto, ha risposto con tre reti, trascinando i compagni alle vittorie contro Danimarca e Norvegia e blindando la qualificazione ai quarti di finale.
La replica del campione non si è fatta attendere ed è arrivata tramite i social, davanti a una platea di 679 milioni di follower su Instagram. Ronaldo ha contestato la gestione del tecnico a Oslo, pretendendo le scuse di Jesus per avergli fatto svolgere il riscaldamento a bordo campo senza poi concedergli neanche un minuto; scuse che il ct non ha ritenuto di dover porgere.
Nel lungo messaggio, l’ex stella di Real Madrid e Juventus è parso rassegnato all’inevitabile sanzione prevista dai regolamenti federali, rassicurando però i tifosi su un futuro saluto sul campo: «Avremo una o più partite d’addio».
Il rischio concreto, ora, è quello di una squalifica pesante. Il regolamento di giustizia sportiva della federazione portoghese parla chiaro: per qualsiasi tesserato che «abbandoni o non si presenti» senza una valida giustificazione a sedute di allenamento, gare o impegni ufficiali della nazionale, la sanzione prevede una sospensione da uno a sei mesi, oltre a un’ammenda economica.
Ronaldo aveva formalmente preannunciato la sua intenzione di andarsene, ma difficilmente le sue motivazioni verranno considerate giustificabili dalla commissione. Una consapevolezza che emerge dalle sue stesse parole: «Ho già chiesto scusa, ma so bene che le azioni comportano conseguenze», ha ammesso Cristiano. «Chi vive il mondo del calcio sa che, a prescindere dallo status di ciascuno, le regole devono valere per tutti».




