NEW YORK — Svolta strategica per Getty Images. Dopo aver accantonato a fine giugno una fusione da 3,7 miliardi di dollari con la rivale Shutterstock a causa dei veti dell'Antitrust britannico, l'agenzia fotografica ha annunciato l'intenzione di avviare una procedura di bancarotta assistita (Chapter 11) negli Stati Uniti. L'obiettivo: procedere a una ristrutturazione del debito …
NEW YORK — Svolta strategica per Getty Images. Dopo aver accantonato a fine giugno una fusione da 3,7 miliardi di dollari con la rivale Shutterstock a causa dei veti dell’Antitrust britannico, l’agenzia fotografica ha annunciato l’intenzione di avviare una procedura di bancarotta assistita (Chapter 11) negli Stati Uniti. L’obiettivo: procedere a una ristrutturazione del debito e uscire da Wall Street per tornare azienda privata, sostenuta da una nuova iniezione di liquidità da parte della società d’investimento della famiglia Koch.

La società ha precisato che si tratterà di un fallimento concordato (prepackaged Chapter 11) e punta a completare l’iter entro la fine dell’anno, escludendo qualsiasi ripercussione su personale, fornitori, partner e normale operatività quotidiana.
Il fallimento della fusione e il peso dei costi
La decisione arriva al termine di mesi convulsi. A giugno, il consiglio di amministrazione aveva ritirato l’offerta di integrazione con Shutterstock in seguito all’intervento della Competition and Markets Authority (CMA) del Regno Unito, che pretendeva la cessione preventiva del ramo editoriale di Shutterstock. Una condizione giudicata inaccettabile dall’amministratore delegato Craig Peters, intenzionato a rafforzare proprio quel segmento di mercato.
Il tentativo è costato caro: durante la presentazione dei conti di agosto, Peters ha quantificato in oltre 100 milioni di dollari le spese legali, di consulenza e di finanziamento sostenute per un’operazione poi tramontata. Di fronte all’impasse, il gruppo ha incaricato Guggenheim Securities di esplorare opzioni finanziarie alternative su base autonoma, trovando l’intesa con Koch Equity Development (KED) — già azionista dal 2018 con un investimento privilegiato da 500 milioni.
L’impatto dell’AI e il crollo di iStock
Il riassetto coincide con una profonda trasformazione del settore dei contenuti visivi:
- Pressione dell’intelligenza artificiale: Nella presentazione riservata agli investitori, Getty ha ammesso che la controllata iStock (la divisione e-commerce per le immagini d’archivio generiche) soffre di un marcato calo della domanda da parte delle agenzie, innescato dalla diffusione degli strumenti di generazione visiva via AI.
- Calo degli abbonati: Gli utenti attivi su base annua sono scesi da 321.000 a 241.000. Il direttore finanziario Jennifer Leyden ha spiegato che la contrazione riflette anche la scelta deliberata di abbandonare canali di acquisizione a basso rendimento, tra cui la prova gratuita di iStock.
Ritorno alle origini: la scommessa sulla fotografia editoriale
La via d’uscita individuata dai vertici passa per un ritorno al valore fondamentale del brand: la fotografia di cronaca, spettacolo e attualità sul campo.
Mentre le immagini stock generiche subiscono la concorrenza degli algoritmi, i grandi eventi non possono essere simulati: l’agenzia prevede che la divisione editoriale (reportage, fotogiornalismo, festival cinematografici e red carpet) crescerà dai 369 milioni di dollari attuali fino a 400 milioni di dollari entro il 2029.
«Questa operazione poggia sulla solidità del nostro modello e sul rilevante potenziale di espansione che abbiamo di fronte. La partnership rinnovata con Koch Equity Development permetterà di ottimizzare la struttura del capitale e cogliere nuove opportunità», ha dichiarato Mark Getty, cofondatore e presidente del consiglio di amministrazione.
I dettagli dell’operazione di delisting
Le affiliate di Koch Equity Development metteranno sul piatto fino a 533 milioni di dollari di nuovo capitale di rischio per completare il delisting e guidare la transizione da società quotata a realtà privata.
Un portavoce della società ha ribadito a The Hollywood Reporter che il piano non prevede licenziamenti, mentre Mike Harris, co-responsabile di KED, ha sottolineato come la nuova liquidità offrirà a Getty «fondamenta finanziarie stabili e una flessibilità superiore per continuare a investire su collaboratori, clienti e archivio storico».





