MIAMI – Le acque calde del Golfo del Messico alimentano una nuova minaccia per la costa meridionale degli Stati Uniti. Nelle ultime ore la tempesta tropicale Isaias ha preso forma e vigore, avviando una rapida escalation che, secondo i modelli del National Hurricane Center, la trasformerà in un uragano a tutti gli effetti già nella …
MIAMI – Le acque calde del Golfo del Messico alimentano una nuova minaccia per la costa meridionale degli Stati Uniti. Nelle ultime ore la tempesta tropicale Isaias ha preso forma e vigore, avviando una rapida escalation che, secondo i modelli del National Hurricane Center, la trasformerà in un uragano a tutti gli effetti già nella giornata di giovedì. L’impatto sulla terraferma è atteso nella notte tra venerdì e sabato, con un carico di venti ciclonici, piogge torrenziali e pericolose mareggiate.

Attualmente il centro del sistema si trova a circa 870 chilometri a sud-sudovest della foce del Mississippi, spinto da venti sostenuti a 72 km/h con raffiche via via più violente. La rotta tracciata dai meteorologi vede Isaias muoversi verso est-nordest a una velocità di circa 13 km/h, ma il vero cambio di passo avverrà tra giovedì e venerdì, quando una brusca virata a nord punterà dritta verso il litorale settentrionale del Golfo, dopo aver sfiorato la penisola dello Yucatán.
L’allerta è massima lungo oltre 700 chilometri di coste. Città come Gulfport in Mississippi, Mobile in Alabama e Pensacola in Florida si trovano nel pieno della traiettoria stimata. Qui l’impatto è previsto intorno all’una di notte di sabato 10 ottobre, quando la perturbazione scaricherà tutta la sua energia prima di perdere forza addentrandosi nell’entroterra.

A preoccupare le autorità federali e locali non è soltanto la forza del vento — che venerdì potrebbe superare i 160 km/h al largo delle coste americane —, ma soprattutto la combinazione tra marea di tempesta (storm surge) e precipitazioni. È già scattato l’allarme mareggiata dalla foce del Mississippi fino a Yankeetown, in Florida: un monito per inondazioni repentine e potenzialmente letali nelle 48 ore successive. Il mare ingrossato rischia di spingersi con violenza verso l’entroterra, bloccando il normale deflusso di fiumi e canali verso il Golfo e moltiplicando il rischio di alluvioni lampo nei centri abitati.
Sul fronte delle piogge, le stime parlano di accumuli compresi tra i 75 e i 150 millimetri lungo la fascia costiera, dalla Louisiana sud-orientale al Panhandle della Florida, con picchi isolati che potrebbero toccare i 250 millimetri. Le precipitazioni si spingeranno poi verso l’interno, interessando la Tennessee Valley e le Caroline.
I meteorologi invitano comunque la popolazione a non concentrarsi unicamente sulla linea ideale del tracciato: gli effetti devastanti di un uragano si estendono per centinaia di chilometri attorno al suo centro, e una deviazione anche minima potrebbe ridisegnare la mappa dei danni nelle prossime ore. Le comunità costiere hanno avviato le prime manovre di messa in sicurezza, in vista di un fine settimana che si preannuncia critico.





