La comandante di Police Scotland parla di una vera e propria «epidemia» e annuncia controlli retroattivi su 8.000 poliziotti dopo lo scandalo del serial rapist Alan Greer. EDIMBURGO – Sono tra i 40 e i 50 gli agenti di Police Scotland attualmente sospesi dal servizio perché indagati per presunte violenze e abusi sessuali ai danni …
La comandante di Police Scotland parla di una vera e propria «epidemia» e annuncia controlli retroattivi su 8.000 poliziotti dopo lo scandalo del serial rapist Alan Greer.
EDIMBURGO – Sono tra i 40 e i 50 gli agenti di Police Scotland attualmente sospesi dal servizio perché indagati per presunte violenze e abusi sessuali ai danni di donne e ragazze. A confermarlo è la comandante della polizia scozzese (Chief Constable), Jo Farrell, intervenuta ai microfoni di BBC Scotland News in un momento di profonda crisi per la credibilità dell’arma, scossa da una serie di condanne a carico di ex appartenenti alle forze dell’ordine.

Farrell ha definito la diffusione delle violenze di genere in Scozia un’«epidemia», anticipando che il numero di provvedimenti disciplinari è destinato a salire man mano che proseguono le inchieste interne. Parallelamente, circa 8.000 poliziotti dovranno essere sottoposti a una procedura straordinaria di rivalutazione dei requisiti (re-vetting), introdotta in seguito a un recente inasprimento normativo.
Al centro delle polemiche vi è soprattutto la gestione del caso di Alan Greer, l’ex agente smascherato come stupratore seriale dopo essersi tolto la vita lo scorso maggio all’età di 47 anni. Un’inchiesta del programma investigativo BBC Disclosure, trasmessa a luglio, ha rivelato come Greer abbia abusato e tentato di uccidere diverse donne nell’arco di quattordici anni. L’aspetto più inquietante riguarda l’ingresso dell’uomo in polizia, avvenuto nel 2009 presso la Strathclyde Police: Greer superò i controlli di sicurezza nonostante a suo carico risultassero già due denunce per condotte penalmente rilevanti contro donne.
Sul dossier Greer è stata aperta una revisione indipendente affidata a corpi di polizia esterni alla Scozia, i cui esiti saranno in parte resi pubblici. L’obiettivo primario è chiarire se falle strutturali nei controlli abbiano coperto o favorito la sua condotta criminosa: «Dobbiamo stabilire se vi siano state occasioni mancate per intercettare prima i suoi reati e trarre ogni lezione utile da questa vicenda», ha dichiarato la comandante.





