Due sergenti dell’ufficio dello sceriffo di Miami-Dade hanno intentato una causa per diffamazione contro Artists Equity, la casa di produzione fondata da Ben Affleck e Matt Damon, sostenendo che il thriller d’azione “The Rip” avrebbe attinto in modo eccessivo a eventi reali, compromettendo la loro reputazione personale e professionale. Jason Smith e Jonathan Santana, entrambi …
Due sergenti dell’ufficio dello sceriffo di Miami-Dade hanno intentato una causa per diffamazione contro Artists Equity, la casa di produzione fondata da Ben Affleck e Matt Damon, sostenendo che il thriller d’azione “The Rip” avrebbe attinto in modo eccessivo a eventi reali, compromettendo la loro reputazione personale e professionale.
Jason Smith e Jonathan Santana, entrambi agenti della Florida meridionale, hanno depositato l’azione legale presso il tribunale federale di Miami, chiedendo danni compensativi e punitivi, oltre al rimborso delle spese legali. La denuncia include anche la richiesta di una ritrattazione ufficiale e di una correzione pubblica.

Al centro della controversia vi è la trama del film, interpretato dagli stessi Affleck e Damon, che racconta la storia di due poliziotti della Florida meridionale coinvolti nel ritrovamento di milioni di dollari nascosti in una casa. Secondo i querelanti, la narrazione sarebbe troppo vicina a un caso realmente avvenuto nel 2016, quando oltre 21 milioni di dollari legati a un presunto trafficante di marijuana furono scoperti in una residenza di Miami Lakes.
Durante la promozione del film, Affleck e Damon hanno riconosciuto che il progetto è stato parzialmente ispirato dai racconti del capitano Chris Casiano del dipartimento di polizia di Miami-Dade, che ha anche collaborato come consulente tecnico. Damon aveva spiegato in un’intervista all’Associated Press di aver trascorso tempo con Casiano e con altre unità narcotici per comprendere più a fondo le dinamiche operative e personali degli agenti.
“Volevamo davvero capire come funzionassero quei rapporti”, aveva dichiarato Damon. “Sono squadre estremamente unite, perché ogni giorno affidano reciprocamente le proprie vite in situazioni ad altissimo rischio”.
Artists Equity, attraverso il proprio legale Leita Walker, ha respinto le accuse, sottolineando che “The Rip” non pretende di raccontare una storia vera né di rappresentare persone reali, come specificato anche nei disclaimer presenti nei titoli di coda del film.
La vicenda apre ora un nuovo fronte legale sul delicato confine tra ispirazione cinematografica e tutela della reputazione individuale, in un’industria dove la realtà spesso si intreccia con la finzione.





