Dalle commedie d’autore alle corse clandestine: la provocazione di Olivia Wilde che punta a Fast & Furious

Reduci dagli applausi per la dramedy «The Invite», la regista e attrice si candida scherzosamente a guidare il franchise di Vin Diesel: «Non serve una trama complessa, basta distruggere macchine». Qualcuno avvisi Vin Diesel: Olivia Wilde ha le idee chiare sul prossimo traguardo della propria carriera dietro la macchina da presa. Reduce dall'ottima accoglienza di …

Reduci dagli applausi per la dramedy «The Invite», la regista e attrice si candida scherzosamente a guidare il franchise di Vin Diesel: «Non serve una trama complessa, basta distruggere macchine».

Qualcuno avvisi Vin Diesel: Olivia Wilde ha le idee chiare sul prossimo traguardo della propria carriera dietro la macchina da presa. Reduce dall’ottima accoglienza di The Invite — una sofisticata e piccante dramedy corale che sta già raccogliendo un forte consenso critico in ottica premi —, la cineasta newyorkese ha svelato un’ambizione tanto inattesa quanto spiazzante: dirigere un capitolo della celebre saga di Fast and Furious.

Dalle commedie d’autore alle corse clandestine: la provocazione di Olivia Wilde che punta a Fast & Furious

Ospite di una retrospettiva al British Film Institute (BFI) di Londra, l’ex interprete di Dr. House e The O.C. ha ripercorso le tappe del suo percorso autoriale. Parlando del thriller del 2022 Don’t Worry Darling, Wilde ha citato tra le proprie fonti d’ispirazione mostri sacri come Alfred Hitchcock e i musical anni Trenta di Busby Berkeley, ammettendo però una predilezione del tutto personale per i motori.

«Girare gli inseguimenti è stato divertentissimo: adoro le auto e potrei filmare sequenze del genere all’infinito», ha confidato al pubblico in sala. «Sto davvero cercando di farmi ingaggiare per dirigere qualcosa come Fast and Furious 25. In fondo non serve una sceneggiatura arzigogolata: basta far sgommare le macchine e schiantarle. Non riesco a immaginare un lavoro migliore».

Un concetto ribadito poco dopo, durante la sessione di domande e risposte: «Vorrei cimentarmi ancora con i thriller psicologici perché sento di aver imparato molto, ma continuo a pensare a Fast and Furious. Datemi una possibilità e vi dimostro che posso farlo, ci credo sul serio. Incrociamo le dita», ha chiosato tra le risate e gli applausi del pubblico.

Un’uscita brillante che cade in un momento particolarmente felice. Oltre a essere impegnata a Londra sul set di Naughty — commedia natalizia che ha definito una dichiarazione d’amore al cinema di Rob Reiner —, Wilde sta vivendo un’annata ricca di conferme interpretative: dal ruolo da dominatrice in I Want Your Sex di Gregg Araki alla magnetica apparizione accanto a Pedro Pascal nel dramma Behemoth! di Tony Gilroy.

A segnare una svolta fondamentale nella sua maturità espressiva è stata proprio la gestione di The Invite. Una pellicola incentrata su due coppie di vicini di casa che, nell’arco di una sola serata, mettono a nudo fragilità e limiti dei rispettivi rapporti. Il film — interpretato da un cast di prim’ordine che include Seth Rogen, Penélope Cruz ed Edward Norton — è stato definito da buona parte della critica la sua prova migliore.

Eppure, Wilde ha ammesso di non aver mai contemplato l’idea di recitare nei progetti che dirige: «In Don’t Worry Darling fu una scelta obbligata: avevamo finito il budget e serviva qualcuno disposto a farlo a titolo gratuito», ha spiegato. «Non ho mai pensato di fare la regia per ritagliarmi ruoli prestigiosi. In The Invite non mi sarei mai scritturata da sola; sono stati Edward, Penélope e Seth a insistere dicendomi: “Sei l’unica che può interpretare Angela, devi farlo tu”».

«Inizialmente ne ero terrorizzata, temevo potesse sembrare un mero esercizio narcisistico», ha concluso la regista. «Invece è stata la chiave di volta: vivere la scena dall’interno mi ha permesso di capire visceralmente cosa stessero facendo gli altri attori e di calibrare lo sguardo della macchina da presa con una libertà e una consapevolezza mai avute prima».

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Deborah Lionelli

Deborah Lionelli

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